La “Coppi e Bartali” a Roccapelago? «Una scelta assurda»
PIEVEPELAGO. È scontro a Pieve sull'arrivo a Roccapelago il 29 marzo della Coppi e Bartali. I consiglieri di opposizione Marco Caiumi e Lorenzo Checchi contestano la scelta di far passare la corsa...
PIEVEPELAGO. È scontro a Pieve sull'arrivo a Roccapelago il 29 marzo della Coppi e Bartali. I consiglieri di opposizione Marco Caiumi e Lorenzo Checchi contestano la scelta di far passare la corsa ciclistica da una frazione: «È ovvio chiedersi – scrivono - perché un avvenimento sportivo internazionale e di sicuro prestigio non debba trovare la sua conclusione nel centro del paese, che senz’altro vanta spazi ben più adatti e avrebbe consentito un reale coinvolgimento dei suoi abitanti. Oppure, transitando comunque da via Roma, terminare nella popolosa frazione di S. Anna facendo da cassa di risonanza alla locale stazione sciistica, o da ultimo tagliare il traguardo nell’amena vallata di Tagliole dove, con il Giovo che si tuffa nel Lago Santo, corridori, personale e supporter sarebbero stati ripagati dalla fatica ciclistica con un panorama mozzafiato». E quindi l'attacco: «Sarà forse un caso che il sindaco abbia voluto beneficiare la sua località d'origine, dove gli unici locali pubblici sono suoi o di suoi parenti? Sicuramente questa è una scelta che penalizza la comunità pievarola e rischia di comportare inconvenienti per partecipanti e spettatori». «È veramente una polemica di basso profilo», replica il sindaco Corrado Ferroni. «Il percorso non l'ho scelto io ma gli organizzatori, che quando sono venuti hanno apprezzato molto Roccapelago e il museo delle mummie. Due mesi fa abbiamo fatto una riunione e spiegato tutto: per far passare la corsa dal centro le alternative erano due ed entrambe inadatte. Trovo veramente basso il riferimento al bar che è lì da cent'anni e che mio cugino porta avanti per spirito di servizio: io non ho mai fatto interessi personali, né cambiato destinazione d'uso a locali di mia proprietà. E mi trovo davanti le polemiche di questa gente che ha dietro coloro che hanno ipotecato il futuro del paese con le scelte scellerate del passato. E' assurdo, non ho altro da dire se non che con loro non resta che usare misericordia, come dice il Papa».
Daniele Montanari
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