Lorena, la situazione è ancora critica
L’amministratrice condominiale è in prognosi riservata e tra i medici resta preoccupazione: Piumazzo prega per lei
CASTELFRANCO. La situazione resta critica sia sul fronte sanitario che su quello logistico. Lorena Boni è infatti ancora ricoverata in prognosi riservata in una clinica di Tunisi e il trattamento a cui i medici l’hanno sottoposta non hanno ancora garantito una svolta a breve termine. L’amministratrice condominiale sta lottando, seguita dai professionisti magrebini, mentre all’esterno della sua stanza d’ospedale i figli Massimo e Davide ed il marito Oscar Bonvicini continuano a stringersi, sperando in una notizia definitiva e positiva.
Ma tutta Piumazzo si è unita in un abbraccio collettivo alle due famiglie, tanto che nelle messe di questi giorni in molti hanno scelto di fermarsi un attimo per pensare a Lorena e ai suoi parenti. Preghiere semplici, che verranno riproposte anche nelle funzioni odierne e che danno uno spaccato di come tutta la piccola comunità castelfranchese si sia chiusa a riccio a protezione dei Boni. Le comunicazioni con la Tunisia restano comunque piuttosto precarie e non a caso ad ogni contatto ne nasce un giro di messaggi tra conoscenti per informare la persone più vicine delle condizioni della 58enne.
Nessuno, neppure i medici, possono ancora dire se Lorena se la caverà e quando eventualmente potrà uscire dall’ospedale. Saranno decisive le prossime 48 ore per avere un report definitivo e dettagliato di come la donna abbia reagito alle immediate cure mediche a cui è stata sottoposta.
Per ore, dopo l’attentato terroristico, nessuno ha avuto notizie delle sue condizioni, né il marito immediatamente allontanato dal luogo della sparatoria e neppure i referenti del ministero degli Esteri italiani. Non a caso le prime informazioni ufficiali alla famiglia sono arrivate all’ora di cena e quella sensazione di smarrimento dovuta all’impossibilità di contattarsi si è subito trasformata in angoscia ed incertezza.
Lorena è stata tra le prime ferite ad essere soccorse vicino al pullman sul quale viaggiava e che l’aveva trasportata dalla nave fino al museo Bardo e assaltato a colpi di kalashnikov come ha mostrato un video esclusivo diffuso ieri sera dal ministero dell’Interno tunisino che riprende due terroristi avvicinarsi ad uno dei luoghi simbolo di Tunisi. I sanitari l’hanno caricata in ambulanza e portata in ospedale, incuranti ovviamente di scoprirne l’identità e la nazionalità. Quel lavoro è avvenuto soltanto diverse ore dopo quando ormai a Piumazzo, proprio a causa del tilt comunicativo, in molti avevano capito che ci sarebbero potuti essere risvolti drammatici per una donna conosciuta da tanta gente sia per la sua attività di amministratrice condominiale quanto per l’attivismo civico, che si declina con un ruolo direttivo all’interno dell’Arci locale.
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