Lugli: «Coop Estense sia da esempio per tutti»
Il presidente di Legacoop: «Unire le forze quando ancora si è competitivi è segno di lungimiranza verso il futuro. Il nostro territorio ne trarrà benefici»
Il progetto di fusione di Coop Estense con Coop Adriatica e Coop Nordest è vissuto come un momento cruciale nella vita del mondo cooperativo, non solo modenese.
Il colosso della grande distribuzione, che ormai non ha più solo nel commercio alimentare i suoi primi interessi, ha avviato una vera rivoluzione che il mondo cooperativo cita come caso da seguire: «Questo non è un progetto che riguarda solo noi, riguarda tutto il Paese», spiega il presidente di Legacoop Modena Lauro Lugli.
Presidente, quale è stato il suo primo pensiero nell’assistere a questa maxi-operazione?
«Sono rimasto soddisfatto, come dovrebbero esserlo tutti nel vedere in questa scelta un esempio da cogliere».
Le coop, soprattutto di quelle dimensioni, sono aziende a tutti gli effetti e come aziende sono anche gelose del propri frutti: Modena non rischia di perdere la leadership?
«Io guardo con ottimismo un risultato storico che deve fare scuola proprio per lo sviluppo del nostro territorio. Mi interessa il ruolo della nostra provincia, mi interessa il nodo strategico che questo nuovo scenario rappresenta, mi interessa l’area sempre più vasta nella quale si creeranno opportunità. Modena è uno di questi tre colossi che arrivano in tempi eccellenti a condividere questa scelta».
Solitamente a queste operazioni ci si arriva con l’acqua alla gola. Non è il caso di Coop Estense.
«Sono ottimista proprio perché si uniscono tre imprese solide. E quando si ha la tranquillità necessaria per affrontare questi passaggi epocali con serenità, non si potrà che fare bene. Decidere queste operazioni con tempi e patrimoni idonei significa disegnare il futuro nel modo migliore».
Un esempio da seguire?
«Io sono sempre per unire le forze. E questa operazione di Coop Estense dà un forte messaggio anche al nostro interno. Mettiamoci insieme. Mettiamo insieme le eccellenze maggiori per essere più competitivi per dare qualità e convenienza».
Questa fusione arriva in un momento in cui le cooperative vivono anche difficoltà, come nel caso di Cdc, che ha cambiato assetto societario in modo forzato, per sopravvivere, e non strategico, come nel caso di Coop Estense.
«Non sono certo situazioni paragonabili, anche solo per dimensioni. Certo è che da Coop Estense c’è da imparare».
Legacoop come vive questo momento di crisi?
«Con due obiettivi principali: l’alleanza delle cooperative italiane e quella che invece riguarda una dimensione extraprovinciale, costituendo la Legacoop Estense con Ferrara. Così il nome Estense lo porteremo noi...».
@dvdberti
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