Carpi, città-simbolo della rinascita dalla crisi
La ripresa del tessile diventa un fenomeno degno di risalto europeo se ne occupa la giornalista Marcelle Padovani, in un articolo su "Le Nouvel Observateur" ripreso da "Internazionale"
Non solo calcio, ma anche l'economia. E' l'anno di Carpi. Mentre la squadra biancorossa impegnata nel campionato di serie B sta dominando e punta decisamente alla seie A, anche l'economia sembra riprendersi a passo svelto dalla crisi che inevitabilmente ha picchiato duro in tutto il comparto.
A cominciare dal tessile che è il fuore all'occhiello di quest'area delal provincia di Modena. A puntare i riflettori su questa situazione è la giornalista del giornale francese “Nouvel observateur” Marcelle Padovani in un articolo dal titolo “A Carpi, le "made in Italy" renaît de ses cendres” – “A Carpi il made in Italy rinasce dalle sue ceneri” in cui si evidenzia come l'ottimismo di Renzi sembra contagiare gli imprenditori modenesi, prova ne sia che le imprese tessili hanno ricominciato ad investire e ad assumere. L'articolo è stato ripreso e pubblicata integralmente dal settimanale "Internazionale"
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"Da qualche mese l’economia locale è ripartita. - scrive Marcelle Padovani nel suo articolo su Le Nouvel Observateur - E questa nuova versione del miracolo italiano qui è rappresentata da 261 piccole e medie imprese attive nel settore della moda, quasi tutte in ottima salute, da Twin-Set a Champion, passando per Blumarine, Liu Jo e Manila Grace. Quest’ultima è un’azienda di moda in ascesa: festeggia i dieci anni di vita, ha un volume d’afari di 60 milioni di euro e 18 negozi in Europa (il primo l’ha aperto a Parigi sul boulevard Saint-Germain).“Una produzione interamente italiana”, afferma con orgoglio Maurizio Setti, 51 anni, cofondatore di Manila Grace. L’azienda si vanta di controllare l’intero ciclo di produzione: la tessitura si fa a Carpi, così come tutto il resto, dall’assemblaggio, alla distribuzione ai jeans".
E più avanti prosegue Marcelle Padovani scrive: “Siamo degli artigiani polivalenti”, dichiara Setti. “Carpi è oggi la capitale del pronto moda italiano”, scrive il Corriere della Sera. Di un prêt-à-porter nel senso letterale del termine: bastano meno di tre settimane per fabbricare e consegnare un ordine. La rapidità, il just on time, mette a frutto un patrimonio di esperienze accumulato nel corso dei millenni. Spinte da questo successo, quattro delle più importanti aziende di Carpi – Blumarine, Twin Set, Liu Jo e Manila Grace – potrebbero presto essere quotate alla borsa di Milano. Liu Jo è stata fondata vent’anni fa con tre dipendenti. Oggi ne ha ottocento per un volume d’afari di 300 milioni di euro e una rete mondiale di 380 negozi monomarca e di cinquemila punti vendita. “Questo vuol dire che produciamo tra i quattro e i cinque milioni di capi all’anno”, sottolinea Marco Marchi, 52 anni, fondatore dell’azienda".
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