Gazzetta di Modena

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La super Coop diventerà realtà nel 2016

di Enrico Lorenzo Tidona
La super Coop diventerà realtà nel 2016

Tempi lunghi per la fusione tra Estense, Nordest e Adriatica. Confermati i presidi locali e la riorganizzazione al vertice

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Chiudere il prima possibile e senza sbavature. L’operazione di aggregazione tra le tre cooperative di consumo emiliane ha questi obiettivi precisi e un traguardo temporale già fissato. È il 2016, un anno di tempo all’incirca per poter approdare alla delibera di fusione da parte dei tre cda di Coop Estense, Coop Nordest e Coop Adriatica, quella che sancirà il punto finale di non ritorno.

Per ora, infatti, è stata votata solo una delibera di indirizzo che dà il via a un iter lungo e certamente accidentato visti i passaggi tecnici, sindacali e quelli più “politici”. D’altro canto, però, il mercato è sempre più concentrato e ogni margine di risparmio può fare la differenza.

Per chi conosce bene i meccanismi sa che si tratta di un sfida epocale - è da anni che si parla di aggregazione - ma assai complessa. A mettere una “zavorra” al processo di fusione, rispetto ai grandi gruppi privati, è il valore aggiunto della cooperazione. Vale a dire l’alto tasso di democrazia formale presente nella catena decisionale, che passa attraverso le assemblee dei soci. Decine di confronti territoriali durante i quali dovrà essere votata l’operazione straordinaria. A questo si aggiungono poi gli obblighi di legge e, soprattutto, le fisiologiche resistenze interne. Più che i soci, a tirare il freno potrebbero essere alcuni comparti apicali: la fusione porterà benefici anche attraverso uno snellimento progressivo della struttura in cima alla piramide, ma che non sarà traumatico. Ciò che risulta chiaro fin d’ora, è che tutte e tre le realtà vogliono mantenere inalterati i presidi territoriali. Col tempo, però, la catena decisionale dovrà accorciarsi e così quella amministrativa, trovando l’amalgama giusta tra i diversi gruppi dirigenti, abituati a comandare ognuno in casa propria. L’unica certezza è l’elezione di un presidente unitario, al quale sarà demandata la gestione dell’aggregazione a giochi ormai fatti. Ad agevolare l’iter è l’anima commerciale delle tre coop della grande distribuzione, che in realtà è già unitaria. Le tre realtà convivono di fatto sotto l’ombrello di Coop Italia e, soprattutto, della Centrale Acquisti unica, vero motore dell’intero sistema, che permette acquisti su larga scala con offerte di prodotti a marchio e di terzi ma sempre con prezzi convenienti. Gli effetti positivi sul sistema - anche a livello economico - non sono ancora calcolati nel dettaglio. Il piano di massima c’è ma risulta ancora difficile capire quali saranno i benefici in termini monetari per quella che diventerà la più grande cooperativa d’Italia con 2,6 milioni di soci, ben 4,2 miliardi di fatturato, 334 punti vendita e 20mila dipendenti, senza contare la selva di partecipate nei settori finanziario ed assicurativo, del turismo, della comunicazione, delle librerie e dell'immobiliare.

Il progetto si inserisce in una strategia complessiva di aggregazioni in capo al sistema Legacoop, che ha tentato di fondere anche Coopsette e Unieco, processo che sembra però essersi ormai arenato.

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