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Missione in musica

di Laura Solieri
Missione in musica

Giacomo Cantelli, cantautore con la passione di Modena, racconta la sua storia e il suo luogo di "ispirazione", un caffè del centro storico

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MODENA. «L'urgenza di comunicare attraverso la musica ce l'ho da quando ero ragazzino e frequentavo il Barozzi. All'epoca le scuole pullulavano di rock band e anch'io ne avevo una con i miei amici: la Deacon Cat. Il batterista era Filippo Stanzani, oggi gestore dell'Off, e il chitarrista era Giovanni Calandra Buonaura, oggi avvocato; il bassista era Davide Selmi, uno dei titolari dell'Officina della Senape e io cantavo e suonavo il pianoforte. La nostra prima sala prove era nell'oratorio di San Pietro».

Incontriamo Giacomo Cantelli, classe 1974, cantautore di Modena, al piano rilazato del Caffè dell'Orologio, il luogo dove scrive le sue canzoni.

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«Mi piace venire qui a scrivere il sabato mattina, isolandomi nel mio taccuino dal rumore di sottofondo. Amo molto la mia città - afferma Cantelli - Mi piace vivere a Modena, mi sono creato i miei spazi come il festival musicale che ho inventato a Campogalliano, Rock the falda, dove da quattro anni chiamo a suonare gruppi da tutta l'Emilia, un'occasione secondo me preziosa per creare interessanti sinergie. La musica è un mezzo per trasferire energia positiva, basta crederci e gli spazi si trovano. Modena è una città bellissima e credo sia opportuno in questo senso darsi una mossa e riempirla di musica».

Giacomo produce i suoi album in modo indipendente: dopo “Lividi e dintorni” e “Conseguenze” questa primavera esce “Gc3”, album dal vestito elettronico con cui Cantelli prosegue la collaborazione con Mario Barrai.

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«Per scrivere canzoni devi essere dentro il mondo. Ogni tanto mi guardo indietro: ho fatto tanti mestieri, partendo dal negozio dei miei genitori, una cartoleria in centro a Modena, fino a fare l'edicolante, mestiere che mi ha permesso di imparare a stare ancora di più in mezzo al mondo e appassionarmi alla comunicazione, tanto che di lavoro oggi faccio questo: mi occupo infatti di comunicazione e marketing per GustaModena, e, dall'altra parte, attraverso la musica comunico il mondo che ho dentro e ciò che mi sta attorno».

«Le mie canzoni - conclude Cantelli - sono intrise di una voglia di rivalsa, di riscatto, di rinascita. La mia scrittura è libera, non me la impone nessuno: ho capito che vestito voglio dare alle mie canzoni e glielo do, senza compromessi. In ogni mia canzone c'è uno spunto autobiografico e senz'altro ci si ritrova dentro anche Modena, canto una vita di provincia. La fortuna/sfortuna di non essere una pop star è che sei costretto a vivere dentro il mondo e avere quindi tanto materiale su cui scrivere».

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