Gazzetta di Modena

Modena

Muzzarelli e la Fiom rilanciano l’appello: «Maserati a Modena»

di Felicia Buonomo
Muzzarelli e la Fiom rilanciano l’appello: «Maserati a Modena»

Primo cittadino e sindacato preoccupati per la produzione E nel Gruppo Fca torna la cassa integrazione alla Cnh

3 MINUTI DI LETTURA





In casa Fiat Chrysler Automobiles c’è sempre fermento per le strategie dell’amministratore delegato Sergio Marchionne e per i timori legati al progressivo spostamento oltreoceano dei poteri decisionali del grande Gruppo.

Anche in quel pezzo di universo Fca che risiede a Modena, dove tra Ferrari, Maserati e Cnh lavorano circa 5mila dipendenti.

La preoccupazione più importante è sempre sull’azienda Maserati. Gli ultimi aggiornamenti sul “caso Tridente”, infatti, non sono incoraggianti. La denuncia arriva da Fiom-Cgil di Modena.

«Cala la produzione di autovetture a marchio Maserati nello stabilimento modenese – ha detto Cesare Pizzolla, segretario Fiom-Cgil Modena – e nessuno sembra accorgersene. Rispetto a inizio anno si registra un calo del 30% della produzione di autovetture Maserati. Mentre a inizio anno sulle linee si montavano 19 autovetture al giorno, ora se ne monteranno 12 al giorno. Riteniamo sia giunta l’ora che l’azienda spieghi, in un tavolo unitario, il piano industriale che intende realizzare per i prossimi anni. È strategico che a fianco dell’area engineering e del montaggio dell’Alfa 4C, debba rimanere anche il montaggio delle vetture Maserati, che è l’unico modo per evitare che Modena perda il brand».

Il polo produttivo Maserati si è trasferito nel Torinese, a Grugliasco, dove nascono nuova Quattroporte e Ghibli. Da qui la richiesta di un incontro che la Fiom ha inviato al primo cittadino modenese. E ieri il sindaco Muzzarelli, in occasione della presentazione dell’accordo Unimore-Maserati per la formazione degli ingegneri, ha risposto: «La storia di Maserati - ha detto - è una storia straordinaria di eccellenza ed è legata strettamente a Modena, i nuovi investimenti stanno già garantendo nuova occupazione e ricerca. Bisogna proseguire su questa strada, auspicando che Maserati garantisca anche continuità nella produzione delle autovetture, che se prodotte a Modena hanno un valore aggiunto».

E anche in Ferrari i timori non mancano, da quando Marchionne ha preso il timone della Rossa, andando a sostituire Montezemolo, scorporando Ferrari da Fca e facendo diventare il Cavallino Rampante il bancomat di Fca: la posizione finanziaria netta di Ferrari, dopo il prelievo, è passata da positiva per 1,5 miliardi a negativa. E non è tutto. Perchè, e qui ci si sposta in Fiat Industrial, per la prima volta dopo cinque anni in Cnh si ricorre alla cassa integrazione. I lavoratori dello stabilimenti di via Pico della Mirandola, infatti, hanno fatto qualche giorno di cassa integrazione tra novembre e dicembre e ora l'azienda ha annunciato una nuova richiesta di cassa – causa un calo produttivo – a partire dalla prossima settimana, per 13 settimane per circa 200 lavoratori sul migliaio impiegato nell'intero stabilimento. E questo a dispetto di una richiesta di sabati di lavoro straordinario comandato nello stabilimento Cnh San Matteo, dove c'è la parte logistica e impiegatizia di Cnh e lavorano circa 900 persone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google