Gazzetta di Modena

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Sequestro Mussini: 16 anni ai mandanti

di Carlo Gregori
Sequestro Mussini: 16 anni ai mandanti

Come richiesto dal pm condannati i due ex coniugi Arietto Picchetto per il rapimento della giovane. Ricorreranno in appello

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Sedici anni e otto mesi a testa per sequestro di persona a scopo di estorsione. Prescrizione per le lesioni e le minacce. Pagamento di una provvisionale da 80mila euro a Vanessa Mussini, la ragazza rapita, e a 35mila euro a sua padre, l’imprenditore Vanni Mussini. È questa la sentenza letta dalla Corte d’assise ieri sera che ha condannato i due imputati considerati i mandanti del rapimento della giovane modenese: Giorgio Arietto Picchetto 67 anni, ex braccio destro di Mussini, e la ex moglie Luana Ganzerli, 55 anni. I loro difensori, avvocati Enrico Fontana e Guido sola, annunciano già il ricorso in appello. La sentenza ricalca in pieno le richieste del pm Francesco Caleca della Dda di Bologna e dell parti civili assistite dagli avvocati Cosmi Zaccaria e Tommaso Rotella.

Si chiude così un processo intricato e delicato che si basava su un precedente processo che aveva portato alle condanne dei tre autori del rapimento: Antonio Micari a 5 anni e 4 mesi, Ignazio Nicolai a ben 11 anni e 9 mesi e Vincenzo campanile a 3 anni e 4 mesi. Proprio Micari, come detto, era la figura che secondo la Dda collegava i tre sequestratori con i presunti mandati: Giorgio Arietto Picchetto e la moglie Luana Ganzerli. Il primo era datore di lavoro di Micari, la seconda divenne la sua amante all’insaputa del marito. La figura di Mica ha attirato l’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile della polizia di Modena e poi della Procura. Di qui la raccolta di un corposo dossier che poi è sfociato in questo secondo processo per il rapimento di Vanessa Mussini e il precedente pestaggio del padre Vanni nonché delle continue telefonate di minacce che vede i due coniugi oggi separati come i mandanti del sequestro per vecchie ruggini con Mussini. Il lungo processo davanti alla Corte d’Assise (giudici: presidente Di Bari, a latere Truppa) è stato così un momento di esibizione delle prove e delle costellazioni di indizi che avrebbero condotto i tre ad Arietto Picchetto e alla moglie.

Il sequestro di Vanessa Mussini avvenne la mattina del 7 febbraio 2007 lungo la A1 in direzione di Reggio. La giovane si stava recando a studiare all’Università di Parma. Una finta pattuglia di agenti la fece fermare e la caricò in auto abbandonando la sua in corsi di emergenza. Mentre i tre rapitori la trasportavano nel covo predisposto, un alloggio lungo la Nazionale per Carpi vicino al centro turbano di Carpi, veniva dato l’allarme e la polizia, all’ora guidata dal questore Graziano, mise in campo i suoi uomini e l’intelligence della Mobile riuscendo a venire a capo del sequestro in poche ore. Riuscì soprattutto a far sentire braccati i sequestratori, tanto che loro stessi dodici ore dopo il rapimento lasciarono andare Vanessa. Ma servì a poco, perché scattarono quasi subito le manette. Il coinvolgimento di Arietto Picchetto e della moglie fu contestuale con intercettazioni telefoniche e ambientali che raccolsero numerosi elementi che portarono alla loro incriminazione.

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