«Vaccari ha respinto le pressioni»
La replica: «Esca dall’Antimafia chi rappresenta Autobrennero»
I parlamentari modenesi del Pd Baruffi, Galli, Ghizzoni, Guerra, Patriarca, Pini e Richetti intervengono sulla richiesta al senatore Stefano Vaccari lanciata da Giulia Gibertoni (M5s), affinchè si dimetta dalla Commissione Antimafia, dopo le intercettazioni telefoniche al vaglio della magistratura sulla questione grandi Opere. «Si leggono i giornali e si dà aria ai denti - dicono in una nota i parlamentari - chi ha dato alla consigliera regionale del M5S Gibertoni la legittimazione morale per affibbiare patenti di dignità al senatore Stefano Vaccari? Almeno li legga per intero i resoconti forniti dai giornali. Vaccari, in questa vicenda, ha dimostrato proprio il contrario di quanto va sostenendo Gibertoni, ovvero assoluta autonomia. Burchi si è messo in contatto con il senatore Vaccari proprio perché non gli era piaciuto affatto il contenuto dell’emendamento da lui presentato. Quell’emendamento, nonostante quella telefonata, è stato depositato con la formulazione concordata tra i parlamentari dei diversi schieramenti politici che lo hanno sottoscritto e non certo come avrebbe voluto Burchi. L’unica “colpa” di Vaccari, al pari di tutti noi, è quella di aver operato con determinazione e autonomia, d’intesa unicamente con Regione e Comuni, per la realizzazione certa e più rapida di infrastrutture essenziali per Modena e l'Emilia. Se questa è appunto una colpa ce la assumiamo tutti insieme e ben venga che questo sia il discrimine tra noi e il M5s. Con buona pace degli improvvisati ed improvvidi paladini pentastellati della moralità».
E a stretto giro è arrivata la replica di Gibertoni: «Gli otto deputati e senatori del Pd intervenuti a sponsorizzare l'autonomia del loro collega Vaccari hanno capito benissimo il motivo per cui ho chiesto le dimissioni del Senatore dalla Commissione parlamentare Antimafia. Chi accetta di farsi correggere (dettare?) un emendamento alla legge e lo fa sentendo prima questa o quella cordata, a meno che non si voglia far finta di non capire, è qualcuno che rischia di rendersi strumento delle lobby e deve poi subire le loro pressioni. Davvero credono ben otto parlamentari del Pd che questo consenta di far parte di una commissione che si dà come obiettivo istituzionale di combattere corruzione e influenze corporative indebite? Ma sì, dite pure che è populismo: meglio che lobbismo. E neppure è questione di legittimazione morale: quello che ho scritto io avrebbe potuto scriverlo qualunque cittadino attento. Il problema morale non è di chi lo solleva, semmai è tutto a carico di coloro che prendono i voti in nome della presunta “autonomia” di giudizio e di operato e poi si fanno cogliere a subire i rimbrotti di un potente signore che stava nella lista Falciani, oppure si fanno trovare in attesa dell'ok di Autobrennero su un emendamento di legge».
«Comunque mi pare di capire che il senatore Vaccari non ha intenzione di uscire dalla commissione Antimafia. E che sono tutti d’accordo nel lasciarlo lì. Da “paladina improvvisata e improvvida” ricordo comunque agli otto esperti di autonomia che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione, come ci ricordano le pagine di una Costituzione sempre più logorate dal parlare a vuoto. Art. 67: la Nazione. Non Burchi, non se stessi, non l'Autobrennero», chiude Gibertoni.
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