«Almeno adesso è finto l’assedio dei nomadi»
Dal tabaccaio al barista, dal benzinaio all’impiegato, il parere è unanime: «Anche adesso non c’è da stare allegri, ma quando c’erano loro era davvero un disastro. Abbiamo dovuto fare petizioni e...
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Dal tabaccaio al barista, dal benzinaio all’impiegato, il parere è unanime: «Anche adesso non c’è da stare allegri, ma quando c’erano loro era davvero un disastro. Abbiamo dovuto fare petizioni e petizioni, chiedere l’intervento delle forze dell’ordine più volte, denunciare pubblicamente il grande degrado. Adesso che se ne sono andati stiamo tutti meglio, ma ne sanno qualcosa ora quelli della zona vicino al ponte della Tav... Loro adesso stanno lì».
“Loro” sono gli zingari: alcune roulotte si insediarono nei paraggi e le gesta dei loro occupanti riecheggiano ancora nella memoria della gente del posto.
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