«Fusione Coop, l’occupazione va tutelata»
Intervento di Cgil e Filcams regionali: «Deve essere la priorità e va ritirata la mobilità in Puglia»
«Tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali dovranno essere le priorità».
Lo chiedono la Cgil e la Filcams/Cgil dell'Emilia Romagna, commentando la scelta dei tre Consigli di Amministrazione di Coop Estense (modenese, ma presente anche in Puglia), Coop Adriatica (bolognese) e Coop Nordest (reggiana), di fondersi per dare vita alla prima azienda cooperativa di consumo in Italia, con quasi 20mila dipendenti e oltre 2,5 milioni di soci, presente in diverse regioni.
«I tempi e le modalità della fusione – affermano – decisi dai consigli di amministrazione devono essere tali da permettere una valutazione serena e compiuta da parte di soci e dipendenti: il grado di partecipazione e di coinvolgimento saranno per la Cgil misura della qualità di questa operazione. L'Emilia Romagna è la terra nella quale si sono sviluppati l'azione ed il sistema cooperativo e la loro funzione mutualistica e solidale, a partire dalle prime cooperative di consumo: nel tempo però la loro diversità e la distintività si sono sempre più affievolite. I sette anni di crisi economica hanno cambiato molte cose; pur con difficoltà e tensioni, legate anche a scelte unilaterali delle imprese, si sono sottoscritti i rinnovi dei contratti integrativi aziendali in tutte e tre le cooperative, ma allo stesso tempo si è aperta una discutibile procedura di mobilità in Puglia. Crediamo che in questa fase dovrebbe essere ritirata, sarebbe un atto utile a creare una condizione di serenità con cui affrontare la discussione che si aprirà».
Per la Cgil i punti qualificanti del processo di fusione saranno «la tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali – dicono - la difesa degli interessi dei soci, il mantenimento di un forte legame con i territori ed il loro sviluppo, l'internazionalizzazione del colosso cooperativo del consumo costituente, il recupero di un alto livello di partecipazione, la rivitalizzazione dei valori che stavano alle radici della cooperazione, nel rispetto della storia del movimento cooperativo emiliano romagnolo. La nostra organizzazione è pronta ad aprire immediatamente un confronto finalizzato a consolidare un'operazione che sia socialmente ed economicamente sostenibile, in grado di essere un punto qualificante del sistema produttivo emiliano romagnolo e dell'intero Paese».
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