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Nove milioni per i rifiuti in attesa del ricorso al Tar

Nove milioni per i rifiuti in attesa del ricorso al Tar

Il Comune mette a bilancio la stessa cifra del 2014 per pagare il servizio a Hera Si spera il tribunale dopo le contestazioni sui 400mila euro di spazzamento

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Otto milioni e 949mila euro anche per il 2015. Almeno finchè il bilancio di previsione non sarà approvato, ma anche dopo è difficile che la spesa prevista per il servizio rifiuti urbani ed assimilati del Comune di Sassuolo si abbassi. È la stessa cifra dello scorso anno quella prudenzialmente iscritta come impegno di spesa nella determina dirigenziale che provvede a rendere disponibili i soldi per pagare a Hera il servizio rifiuti. Un atto obbligato in realtà, perché in assenza del bilancio preventivo, che dovrebbe essere approvato in aprile, bisogna comunque prevedere la copertura del servizio e bisogna farlo in dodicesimi (una cifra per ogni mese dell'anno) sulla base della spesa calcolata nell’ultimo bilancio approvato, quello del 2014.

L’atto però è meno formale e obbligato del dovuto adesso, visto che sulla cifra spesa lo scorso anno pesa un ricorso al Tar che coinvolge il Comune e gli altri del distretto ceramico, a contestare le cifre comunicate da Atersir (l’agenzia provinciale che stabilisce i costi dei servizi). Cifre che arrivano da Hera già calcolate e finite, senza possibilità di contradditorio o chiarimento e senza neanche il dettaglio dei conti; vengono semplicemente comunicate al consiglio comunale che può solo formalmente votare la presa d’atto.

Adesso la cifra contestata nel 2014 dall’intero consiglio e anche dalla giunta (l’assessore all’Ambiente Sonia Pistoni chiese ripetutamente a Hera chiarimenti e il dettaglio dei conti) si riversa anche sul 2015. Perché almeno la copertura del primo trimestre bisogna prevederla e sarà secondo le spese dello scorso anno. A questo punto risulta difficile pensare che il computo per il 2015, quando Atersir lo riceverà da Hera e lo fornirà ai consigli comunali, sia al ribasso rispetto a queste cifre.

La contestazione riguardava incrementi sull’anno precedente di quasi 400mila euro non giustificati dalle voci previste, quali lo spazzamento cittadino. Ma dalle proteste della scorsa estate niente è cambiato: «Non ci risulta che Atersir abbia fornito nessun conto dettagliato - spiega Pasquale Del Neso, della lista Pistoni, che si fece promotore insieme a un gruppo di altri consiglieri, della contestazione su questi costi - e del resto il ricorso al Tar è tuttora pendente senza nessun cambiamento. Risulterebbe anzi un rimpallo di responsabilità fra Atersir ed Hera sulla mancata comunicazione dei dati che avevamo richiesto». Sembrava che in settembre parte dei calcoli fossero arrivati all’amministrazione comunale, ma da allora l'argomento non è più stato affrontato.

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