Ex caserma della Gdf diventa laboratorio contro i falsi e le frodi
Via Emilia Est, lavori per sistemare l’edificio chiuso da 5 anni Sarà la sede dell’istituto che tutela le eccellenze alimentari
L’ex caserma della guardia di finanza in via Emilia Est, angolo via Cucchiari, sta tornando a nuova vita grazie a una serie di interventi che sta mettendo a punto da alcune settimane il Provveditorato per le Opere Pubbliche tramite una ditta appaltante. Quel palazzone di stile razionalista marrone e giallo che per cinque anni è stato chiuso diventerà infatti presto la sede modenese dell’Ispettorato per la Tutela della qualità e la repressione delle frodi.
La Repressione frodi, in realtà, ha già una sede modenese: in corso Canalgrande. Ma quella nuova sarà dotata di un laboratorio sofisticato che permetterà di svolgere le analisi sui prodotti alimentari, soprattutto quelli Dop, Doc e Igp. Un passo importante per una terra di grandi eccellenze agroalimentari e vinicole come Modena da sempre vittima di contraffazioni in tutto il mondo. Un fenomeno che indicano anche recenti dati è in forte crescita, soprattutto per Parmigiano Reggiano e lambrusco. Non solo: analizzerà anche i prodotti per verificare se sono conformi alle norme Ce o alle disposizioni di Bruxelles e soprattutto alle filiere di qualità disposte dal Ministero per le Politiche agricole (un compito abbastanza lineare per la repressione frodi, dato che dipende proprio da quel ministero).
I lavori alla ex caserma della Gdf termineranno verso al fine dell’anno, secondo le previsioni dell’ingegner Roberto Civico del Provveditorato, che li segue personalmente: «Stiamo lavorando all’esterno, come si nota dai ponteggi in via Emilia e in via Cucchiari – spiega – ma anche all’interno perché dobbiamo predisporre le stanze e gli spazi interni ad accogliere i laboratori. In tutto abbiamo un budget di 840mila euro. Poi il Ministero per le Politiche agricole doterà i nuovi laboratori di arredamenti, banconi speciali e attrezzature. Ora stiamo lavorando per predisporre la cabina elettrica in accordo con Hera».
Il palazzo è di proprietà del demanio.
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