Gazzetta di Modena

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IL RACCONTO DEL COMMERCIALISTA

«Mi puntava l’arma e sparava all’auto»

di Carlo Gregori
«Mi puntava l’arma e sparava all’auto»

«Solo quando ho visto i fori nel’auto, mentre la polizia stava facendo i rilievi, solo in quel momento ho capito il pericolo che avevo «appena passato. Prima no, prima pensavo fosse solo un gesto da...

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«Solo quando ho visto i fori nel’auto, mentre la polizia stava facendo i rilievi, solo in quel momento ho capito il pericolo che avevo «appena passato. Prima no, prima pensavo fosse solo un gesto da gradasso».

Andrea Capitani, il commercialista di Viadana (Mantova) vittima del grave caso di intimidazione davanti al casello di Modena Nord, racconta l’origine e il retroscena di quei minuti di terrore vissuti l’altra sera al termine di un appuntamento che doveva portare a un chiarimento. Ora lo sparatore - un mantovano di 55 anni - è ricercato dalla polizia e ha fatto sapere a un suo amico di non c’entrare niente, ma avrà parecchio da spiegare alla Squadra mobile di Modena. A partire da quella pistola calibro 7.65 che non poteva tenere: non ha il porto d’armi.

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Racconta la vittima: «Quel signore l’ho conosciuto perché ha un ristorante a Viadana e mi ha chiesto di aiutarlo per il rilevamento di un noto ex ristorante-locale di Marina di Pietrasanta, la celebre discoteca Faruk. Abbiamo fatto le pratiche di finanziamento, si è firmato l’accordo e così ha iniziato a gestire il locale con il figlio. Solo che allora ho capito che non tuto quadrava nella sua gestione». Capitani sottolinea di avergli spiegato più volte che non voleva problemi e che aveva rilevato irregolarità che andavano sanate subito. «Anche perché il Demanio vuole solo concessionari specchiati - aggiunge - e così ho deciso di chiudere tutte le pendenze con lui. I problemi sono nati con i due assegni finali, da 5mila euro ciascuno, datimi da padre e figlio». Gli assegni, spiega il commercialista, erano scoperti e i due sono andati in protesto. «Quel signori l’altra sera mi ha chiamato mentre tornavo da La Spezia e si è lamentato perché il figlio era finito protestato e lo avrei rovinato io. Poi mi ha chiesto un appuntamento»:

Ma quando Capitani è arrivato fuori Modena Nord, vicino al parcheggio del camping park, sulla strada per la tangenziale, è sbucata l’auto dell’altro che lo ha tallonato. «È sceso infuriato urlando. Ha attirato anche l’attenzione di due persone che ora sono testimoni. Poi ha tirato fuori quella pistola e me l’ha puntata. Mentre sbraitava, ha sparato un primo colpo a sinistra colpendo la carrozzeria vicino al serbatoio. Non contento, mi ha minacciato di nuovo sparando alla mia destra e colpendo una ruota. Ripeto: sono certo che voleva fare lo sbruffone per intimidirmi e non per uccidermi, ma è stato un gesto gravissimo», conclude il commercialista, ora seguito dall’avvocato Michelangelo Strammiello. La Squadra mobile sta continuando le indagini.

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