Ondulati Maranello arriva altro sciopero
MARANELLO. Dopo le lotte dello scorso autunno-inverno, riprende la mobilitazione dei lavoratori dell’Ondulati Maranello, del gruppo Pro-Gest, ormai uno dei principali gruppi del settore cartario...
MARANELLO. Dopo le lotte dello scorso autunno-inverno, riprende la mobilitazione dei lavoratori dell’Ondulati Maranello, del gruppo Pro-Gest, ormai uno dei principali gruppi del settore cartario nazionale. È stato infatti proclamato, dal sindacato di categoria Slc/Cgil insieme alle Rsu, un nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero, le prime due ore si sono svolte già la scorsa settimana. Nella giornata di lunedì, inoltre, si è svolto il presidio davanti ai cancelli dell'azienda per la raccolta firme della campagna nazionale sulla proposta di legge Cgil sugli appalti. Un tema sensibile quello degli appalti all’Ondulati, poiché proprio il tema della re-internalizzazione dell'appalto del reparto “piega e incolla” è stato tra i punti controversi della trattativa sindacale prima dell’accordo. «Il nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero, approvato a larghissima maggioranza dall'assemblea dei lavoratori, è - ricorato il sindacato Cgil - la risposta al mancato rispetto degli accordi siglati presso la Provincia di Modena il 26 novembre scorso per la gestione dei 27 esuberi dichiarati dall’azienda a settembre. L’accordo prevedeva il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per tutti i 144 addetti per 12 mesi, e contestualmente l’apertura della procedura di mobilità basata sulla sola volontarietà per 15 lavoratori. Aspetto fondamentale dell'accordo era un piano di investimenti e di riorganizzazione da svolgersi durante il periodo di Cigs, tali da garantire un futuro all'Ondulati Maranello, sul quale per ora sono pervenuti soprattutto progetti. «Ad oggi - spiega Marcello Rosvich della Slc/Cgil - assistiamo alla sostanziale assenza degli investimenti promessi per rilanciare la produzione, alla mancata discussione sulla re-internalizzazione dell'appalto “piega e incolla” e soprattutto alla mancata rotazione della Cigs fra i lavoratori». Il sindacato lamenta in particolare un “accanimento” verso alcuni dipendenti, tra cui un delegato sindacale, che vengono posti in maniera continuativa in Cigs, senza alcun rispetto degli accordi sulla rotazione, e senza una plausibile motivazione
Mediamente, su oltre 140 dipendenti, sono coinvolti ogni mese dai 20 ai 25 lavoratori in Cigs, «ma il problema – continua Marcello Rosvich della Slc/Cgil - sono le scelte che l’azienda attua nei confronti di una parte dei lavoratori. Infatti sono sempre gli stessi ad essere collocati in cassa integrazione a zero ore, creando notevoli difficoltà economiche a loro e alle loro famiglie».
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