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«Sgp, anche Caselli ha commesso errori»

di Alfonso Scibona
«Sgp, anche Caselli ha commesso errori»

Parla l’ex revisore dei conti della società, Maurizio Dallari: «Scaricare tutte le colpe sugli avversari politici è un boomerang»

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Sassuolo Gestioni Patrimoniali è una vicenda che toccherà le tasche dei sassolesi per molto tempo. Ne parliamo con Maurizio Dallari, ex revisore dei conti, dimessosi lo scorso anno per incompatibilità con la nomina della moglie Mimma Savigni a vice sindaco.

Qual è il giudizio sull’operato delle due amministrazioni che hanno governato prima di Claudio Pistoni?

«La giunta Pattuzzi, che ha investito in modo massiccio, penso abbia amministrato le risorse in modo più oculato, garantendo il pareggio economico di bilancio. Ma ha anche generato vincoli finanziari trasmessi dalla successiva amministrazione. Questa criticità finanziaria dipese anche da un’azione di controllo sulla spesa di Sgp che si rilevò probabilmente superficiale, soprattutto nel monitorare il peso che, a consuntivo, ebbero i finanziamenti bancari. La giunta Caselli ereditò una situazione complessa, trovandosi ad operare in un quadro economico-istituzionale più vincolante e penalizzante. Non si preoccupò, però, di ridisegnare il progetto della società, gestendola senza la necessaria professionalità, bruciando risorse e sottovalutando la perentorietà che doveva avere il controllo della spesa».

Quanto indebitamento bancario a medio e lungo termine si generò con Pattuzzi?

«Ammontò a circa 45 milioni; a tale cifra ammontarono anche gli investimenti. Tra il 2005 ed il 2008 il Comune fece trasferimenti ad Sgp per circa 18 milioni di euro. Evidenziò che quegli investimenti, pur costati tanto, sono tuttora patrimonio della città».

Ha detto che la giunta dell'ex sindaco Caselli avrebbe potuto raddrizzare la situazione: come?

«Avrebbe potuto fare quello che tante amministrazioni comunali hanno fatto: liquidare la società o ridimensionarla drasticamente, ridefinendone obiettivi e ridisegnandone gli assetti, aggredendo una situazione ancora gestibile. Certo, avrebbe così anche abbassato il profilo di governo della città, ma sono convinto che in termini di consenso questa scelta avrebbe giovato».

Cosa fece invece?

«Fece proseguire l'attività in continuità gestionale fino all’autunno 2012; mise al comando un amministratore onesto ma non adeguato; realizzò investimenti per 13 milioni, finanziati nel dicembre 2009 da un nuovo mutuo di 18 milioni (poi portato a 21), garantito dal Comune con fideiussione bancaria a prima chiamata, che oggi lo obbliga a sborsare 1,3 milioni l'anno».

Cosa ne seguì, in termini di risultati?

«La gestione economica scivolò verso una perdita relativa al periodo 2010-2012 di circa 7,7 milioni e la crescita dei debiti verso i fornitori, che da circa 8 milioni arrivarono agli attuali 17. I conti del 2013 meriterebbero un lungo discorso a parte. Dal 2010 all’ottobre del 2014 il Comune trasferì ad Sgp circa 23 milioni, che non furono sufficienti a fermare il deteriorarsi della situazione».

Qual è la sua valutazione sulla richiesta di concordato che la giunta Caselli fece inoltrare al tribunale di Modena?

«Come revisori fummo soddisfatti (non contrari, come disse Caselli) dell’ammissione decisa dal tribunale, in controtendenza rispetto alla giurisprudenza maggioritaria degli altri tribunali; contenemmo la soddisfazione perchè sapevamo che si trattava dell'inizio e non della fine di un percorso complesso e incerto in itinere. Il piano conteneva l’anomalia di promettere il 100% ai creditori senza privilegi, facendo così gravare tutto l’onere sulla collettività. Con la tornata elettorale incombente, penso che a Caselli interessassero poco fattibilità ed equità del piano. È poi inaccettabile aver spacciato l’autorizzazione per il passaggio salvifico decisivo».

Cosa si può concludere dato che non si sono certezze sul futuro prossimo?

«Cercare di scaricare tutte le responsabilità sulla parte avversa è politicamente un boomerang. Pur ribadendo che il concordato non rappresenterà la definitiva soluzione della vicenda Sgp, credo che, pur con i vincoli imposti dal deficitario percorso iniziato dalla giunta precedente, le correzioni apportate dalla giunta Pistoni propongano un’ipotesi percorribile e equa».

E sulle ipotesi di reato prospettate in questi giorni?

«È materia che non compete al sottoscritto; esprimo solo il personale convincimento che difficilmente potranno trovare riscontro ed essere confermate».

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