«Turismo? Con più stranieri sarebbe il top»
Secondo Confesercenti «aumentare del 20 per cento la quota estera porterebbe 30 milioni di euro»
«A Modena le presenze turistiche straniere non sono altissime, circa il 30% del totale. Fossimo bravi ad aumentare del 20% questa quota il comparto del turismo vedrebbe aumentare il suo contributo all'economia territoriale di circa 30milioni di euro. Tenuto conto che una azienda ogni 150mila euro di entrata crea un posto di lavoro si può comprendere quanto mettere in campo situazioni che attirino i turisti sia fondamentale per la città». A illustrare queste cifre è Daniele Cavazza, responsabile delle politiche economiche e del turismo di Confesercenti Modena che ieri ha discusso del tema al convegno "Si scrive Modena... Si legge turismo?" insieme a Gabriella Gibertini, presidente Asshotel di Confesercenti e Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici che ha prodotto una recente ricerca sul turismo modenese.
Come si sa, finora, su questo tema, sotto la Ghirlandina sono state lacrime e sangue: pur con due nomi “mondiali” come Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari non si è finora riusciti a raggiungere un numero sufficiente di presenze turistiche.
«Il turismo è un valore importante per l'economia nazionale - continua Cavazza - anche se purtroppo i dati generali ci dicono che i pernottamenti in Italia calano. Solo Modena capoluogo ha tenuto, con un aumento di 14mila presenze annue pari al 3% mentre l'area della Pianura Padana dal 2008 a oggi ha perso circa 70mila presenze all'anno, pari al 10,8%. Mentre l'Appennino ha avuto un vero tracollo con - 65% e la perdita di 223mila presenze in sette anni».
Dati che devono fare riflettere e ieri pomeriggio sono stati al centro di un convegno a cui hanno partecipato oltre ai citati anche il sindaco Muzzarelli e l'assessore regionale al turismo Andrea Corsini.
«L'Expo sarà una grande vetrina - spiega la presidente Gibertini - ma soprattutto anche per Modena deve essere il colpo di frusta, la partenza vera e propria. In precedenza le istituzioni del territorio, ma anche la stessa Ferrari o le industrie ceramiche del comparto sassolese, non credevano nel turismo, ora va meglio e ci sono anche settori che crescono avendo innovato a suo tempo. Penso alle terme di Salvarola e in generale al settore del turismo termale, ma anche le ceramiche possono fare tanto essendo aziende note in tutto il mondo. L'Expo deve essere una presa di coscienza, ma poi nei prossimi anni bisogna proseguire: va dato grande merito al Discover Pavarotti Ferrari e alle eccellenze locali dell'enogastronomia, Belcanto, motori e sito Unesco. Occorre tenere il turista a Modena almeno due giorni».
Che le potenzialità modenesi siano altissime è una verità assoluta, come lo è il fatto che di turismo, marketing e annessi e connessi da anni si occupano gli stessi esperti che finora non sono stati in grado di produrre risultati. Si può dunque solo fare meglio e un esempio è il Mef che oggi è capace di attrarre quasi 100mila visitatori l'anno. «Nello studio che abbiamo realizzato - dice Alessandro Tortelli - ci siamo resi conto fattivamente delle potenzialità modenesi: su Tripadvisor sono quasi 30mila le recensioni relative alla ristorazione locale, segno che i turisti sono molto interessati al nostro buon cibo. Sui siti specializzati le proposte per Pasqua nel Modenese sono oltre 700». La parola chiave è “innovazione” di hotel, ristoranti, istituzioni, luoghi culturali e non tutti l'hanno ancora fatto.
Stefano Luppi
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