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A processo per stalking ma la vittima è deceduta

È iniziato in tribunale il dibattimento che vede imputato l’ex compagno La morte è stata annunciata in aula da un teste, prendendo allo sprovvista tutti

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L’ha seguita in modo ossessivo, anche minacciata, avvicinata: in una parola le avrebbe fatto stalking e per questo ieri mattina è finito a processo. La prima udienza davanti al giudice Federico Meriggi è però iniziata con una notizia choccante anche per l’imputato: la donna che lo aveva denunciato alla polizia è infatti deceduta. Lo ha comunicato uno dei due testimoni ascoltati, lasciando l’uomo e il suo avvocato Samantha Amodio sorpresi.

Il procedimento comunque continuerà per due motivi: in primis perché lo stalking riguarda anche un amico della vittima con il quale è in corso un percorso parallelo di fronte al giudice di pace che dovrà pronunciarsi sul caso di lesioni; in secondo luogo, pur essendo scomparsa una vittima, il reato non viene cancellato in automatico. E restando sul piano procedurale, sarà comunque necessario accertare l’effettivo decesso della donna: un passaggio necessario, seppur umanamente doloroso.

Ma ci sarà tempo, sia per la difesa che per l’accusa, per elaborare una strategia dibattimentale dal momento che la prossima udienza è stata fissata per il febbraio 2016, ossia tra oltre un anno.

Ieri mattina due testi, tra cui l’amico della donna scomparsa, hanno risposto alle domande delle parti, raccontando quanto già scritto all’interno della prima denuncia (che verrà assunta a questo punto come prova), ossia dell’ossessione che l’imputato mostrava nei confronti della vittima fino a renderle la vita pressoché impossibile. Un’ossessione fatta di telefonate, inseguimenti, appostamenti, minacce quello che in termini tecnici viene definito “stalking integrato”, ma che non comprende almeno la violenza. (fd)

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