Gazzetta di Modena

Modena

il 31enne affidato a centro di salute mentale

Accoltella la cognata, viene assolto

Tentò di ucciderla al lavoro ma non è in grado d’intendere e volere

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Con un coltello ferì gravemente la cognata, ma secondo il giudice Eleonora De Marco non è imputabile in quanto “incapace di intendere e di volere” nell’atto dell’azione. Imputato per tentato omicidio era il 31enne cinese Yang Kuihe, che colpì la cognata, Zhu Xiaomei di 33 anni. L’uomo, difeso dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini, è ora in libertà vigilata, sotto il controllo del giudice dell’udienza preliminare, che lo ha affidato al centro di salute mentale di Carpi con il supporto di una struttura ad hoc del reggiano. Se dovesse dare segni di squilibrio o non rispettare le prescrizioni allora la pena sarà aggravata.

Ma il giudice, accogliendo la tesi difensiva (l’accusa è stata sostenuta dal pm Marco Imperato), ha valutato che il 19 giugno 2014, Kuihe andò in tilt. Durante l’orario di lavoro, in un laboratorio tessile di via Eraclito, il 30enne, che è dipendente così come la moglie, ma soprattutto è il fratello del titolare, impugnò un coltello e ferì gravemente la cognata.

Il marito, dopo i primi frangenti di choc, caricò la 33enne in auto e la accompagnò all’ospedale Ramazzini dove, mentre la donna veniva trattata per le gravi ferite riportate, la polizia raccolse la testimonianza chiave. Gli agenti tornarono quindi in via Eraclito e recuperarono l’arma del tentato omicidio, procedendo poi con il fermo ed il successivo arresto di Yang Kuihe. L’aggressore non è mai stato in grado di fornire una spiegazione logica al gesto, parlando sempre dell’assenza di qualsiasi motivo se non un raptus improvviso. (fd)

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