Dati in calo per i vini ma il Lambrusco continua a crescere
Sciolette: «In generale perso il 4% mentre il nostro prodotto non ha ceduto posizioni». Interviste agli imprenditori in fiera
Vinitaly 2015 è appena terminato e si tracciano bilanci. Traspare la soddisfazione tra i produttori modenesi che hanno partecipato. Meno Cina rispetto allo scorso anno, ma molti più contatti, interesse crescente verso il lambrusco, nuove opportunità di mercato estere, ma anche italiane. E soprattutto contratti chiusi in fiera.
Il bicchiere è mezzo pieno dunque e fa vedere con maggiore fiducia al 2015.
«Si va avanti con determinazione e passione, malgrado una burocrazia soffocante» è il commento che va per la maggiore. La kermesse veronese va in archivio con numeri da ottima annata: buyer provenienti da 140 Paesi (20 in più rispetto allo scorso anno) e oltre 150mila visitatori. Tanti, molti, fin dal primo giorno presso il padiglione dell'Emilia Romagna con la tappa quasi obbligata al Consorzio dei Lambruschi, dove non è mancata in più di una occasione la fila per assaggiare, certo, ma anche per capire, conoscere e stringere rapporti.
«Il lambrusco mantiene ben salde le posizioni di mercato acquisite (export, grande distribuzione organizzata) - spiega Pierluigi Sciolette presidente del Consorzio dei Marchi storici - in un contesto che per il vino in generale segna un calo del 4 per cento. L'estero poi continua a premiare la produzione, con occhio vigile verso la qualità che tende sempre più ad affinarsi».
E di estero parla anche Carlo Felice Chiarli: «Gli Usa per noi hanno significato incrementi di vendita, mentre la Cina ogni anno cresce un po' di più. Paghiamo però alti i costi burocratici».
«Il mercato italiano tossisce un po' - aggiunge Carlo Piccinini, vice presidente della cantina sociale di Carpi e Sorbara - ma nell'export raccogliamo invece quanto seminato gli anni addietro. Vorremmo contrastare invece il rischio di contraffazione inserendo un codice alfanumerico per controllare l'origine del vino».
Anche Alberto Pezzuoli della omonima azienda agricola indica la contraffazione come uno dei freni che penalizzano non poco il vino modenese di qualità. È una condanna unanime nei confronti della burocrazia che attanaglia chi oggi fa impresa in questo settore, invece, quella che arriva da Francesco Leonardi e Pier Luigi Sereni, entrambi produttori di aceto e anche loro tra gli espositori al Vinitaly, da Fabio Barbanti della Cantina Divinja di Sorbara, che auspica inoltre un maggior supporto all'estero per i piccoli, e Gianpaolo Isabella del Podere il Saliceto, che aggiunge: «Tutti parlano di finanziamenti ma è difficile ottenerli».
Fiera soddisfacente poi per i produttori di Grasparossa come Fabio Altariva della Fattoria Il Moretto: «Abbiamo ricevuto nuovi ordini in fiera per il mercato italiano, mentre quello USA segna per noi un +20%». Sullo stesso tono anche Enrico Manzini della tenuta di Castelvetro: per questi produttori i primi tre mesi di quest’anno stanno già significando incrementi di mercato con un +7-8 per cento.
Chiosa infine Alberto Paltrinieri della nota azienda di Sorbara, che non esita a definire buono il momento attualmente attraversato dal lambrusco in generale: «Ideale per cercare di rafforzarne l'immagine attraverso la tutela e puntando sulla qualità del prodotto, quella che i produttori ricercano ogni giorno».
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