Presidenza Mef, Bernardini lascia?
Se così fosse per il Comune si aprirebbe lo scontro per la nomina
Una semplificazione e una razionalizzazione degli strumenti della Fondazione Museo Enzo Ferrari sulla base dell’esperienza sviluppata in questi anni di attività. È l’obiettivo delle modifiche allo Statuto dell’organismo approvate dal Consiglio comunale di Modena, anche in vista del rinnovo delle cariche che è in programma nei prossimi mesi. Ed è qui l’unica vera notizia degna di nota. Perchè se è vero che Mara Bernardini, attuale presidente della Fondazione Mef, si farà da parte senza più dare la disponibilità a ricoprire quel ruolo, anche per il Comune si aprirà un problema. Non è un mistero, infatti, che mai come nell’ultimo anno il Mef abbia incrementato il numero di aziende associate e di iniziative organizzate. Va detto che la presidenza della Fondazione Mef è a costo zero.
Intanto il presente è quello di una variazione di statuto. Hanno votato a favore delle modifiche, illustrate dall’assessore alle Attività economiche e alla Promozione della città Tommaso Rotella, i gruppi del Pd, di Sel, Per me Modena e CambiaModena. Astenuti Movimento 5 stelle, Forza Italia, Ncd.
Il nuovo statuto dovrà essere approvato anche dal Consiglio generale della Fondazione che, dopo le modifiche, si trasformerà in Assemblea dei soci con solo un rappresentante per ogni socio (oggi cinque: oltre al Comune sono Provincia, Camera di commercio, Ferrari spa e Aci) rispetto agli attuali 16 componenti. Si riduce anche il consiglio di amministrazione che potrà essere composto da un minimo di cinque a un massimo di sette membri (oggi lo statuto prevede tra i sette e gli 11 componenti). Rimane la durata triennale delle cariche e ne viene confermata la gratuità, salvo ovviamente per le prestazioni professionali dei revisori dei conti i quali, con le modifiche approvate, si riducono: da un collegio di tre revisori si passa a un revisore unico determinando quindi anche un risparmio economico. (d.b.)
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