Unione, Caritas, Porta Aperta: a Carpi nasce l’alleanza anti-sprechi
Carpi non spreca. Questo il nome della convenzione siglata tra Unione Terre d’Argine, Caritas diocesana e Porta Aperta per trasformare lo spreco alimentare in un recupero di generi di prima necessità...
Carpi non spreca. Questo il nome della convenzione siglata tra Unione Terre d’Argine, Caritas diocesana e Porta Aperta per trasformare lo spreco alimentare in un recupero di generi di prima necessità da destinare a famiglie bisognose. Questo progetto deriva dallo studio e dall’esperienza di un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna, facoltà di agraria, dipartimento di economia e ingegneria agrarie, e pur essendo già stato avviato in passato è stato interrotto a causa degli eventi sismici. Tuttavia, il perdurare della crisi economica e la fase dopo terremoto hanno reso il nostro territorio e i suoi abitanti più fragili e sempre più in condizioni di emergenza, rendendo urgente e necessaria la ripresa del discorso interrotto, per rilanciarlo ed ampliarlo. Il recupero dei beni alimentari è un’azione semplice che affronta uno dei problemi più importanti da risolvere al giorno d’oggi che coinvolge sia chi produce e vende gli alimenti sia chi li consuma, attraverso una rete virtuosa costruita a più mani dagli enti di assistenza alle istituzioni pubbliche. Le attività commerciali che donano i prodotti invenduti hanno la possibilità di un recupero fiscale rispetto al valore commerciale dei prodotti donati e di aumentare la loro visibilità sul territorio dove operano. La legge del 2005 conosciuta come “Più dai, meno versi” consente di dedurre dall’imponibile, fino a un massimo del 10% di quest’ultimo, il valore del cibo donato, calcolato secondo il prezzo di vendita di listino. Le donazioni, che possono essere messe in campo da qualsiasi tipo di attività commerciale, dalla grande struttura, al bar, al piccolo negozio di alimentari, ai laboratori, consistono nel recupero dei beni invenduti o donati tramite “La Spesa in dono” e “Il Pane in attesa”. Il sistema del recupero degli alimenti e della distribuzione alle famiglie tramite Porta Aperta permette di evitare l’uso di strutture logistiche aggiuntive. Grazie alla collaborazione con l’Ausl Distretto 1 di Carpi, è possibile il raccordo tra i diversi soggetti produttori, distributori ed utilizzatori dei prodotti invenduti, garantendo il controllo e la correttezza del percorso attivato. (s.a.)
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