Il questore Capocasa saluta Modena: «Bande di ladri sgominate: ora i furti sono calati»«Bande di ladri sgominate: ora i furti sono calati»
«Abbiamo avuto ondate di 20 colpi al giorno, adesso la media è di uno o due» «Il mio rammarico? Non aver dato ancora giustizia ad una anziana rapinata»
Non è mai stato abituato e nemmeno avvezzo alle parate, alle cerimonie e ai grandi discorsi. Non ha fatto proclami nè tantomeno intende ora trasformarsi in un ammiccante pittore per dipingere una realtà irreale. Oreste Capocasa, che a fine mese lascia l’incarico di questore di Modena, dice semplicemente grazie alla città e ai suoi cittadini.
«È stato proprio grazie alle sollecitudini dei cittadini, grazie alle loro richieste, grazie agli appelli dei vari comitati che siamo riusciti ad avere il polso di quello che stava accadendo, dal centro alla periferia della città. Modena - dice Capocasa - è una città che esige perchè i modenesi si meritano di essere esigenti, per la qualità della vita che essi stessi si sono creati col lavoro. Per questo sono così forti qui il senso civico, la voglia di legalità, lo spirito di denuncia. Per questo il problema della sicurezza è così sentito. In questi oltre due anni abbiamo avuto dei picchi terribili, delle invasioni di malviventi e i furti nelle case, nei negozi, le rapine fioccavano, si arrivava ad averne quindici, venti al giorno nei mesi prima di Natale. Negli ultimi tre mesi siamo passati ad una media di uno, due al giorno. Ma questi sono solo numeri. Dietro c’è il lavoro della polizia grazie al quale, reparto per reparto, ognuno con le proprie specificità e professionalità, siamo riusciti riuscita a dare un segnale, ad organizzare una controffensiva mettendo a segno alcune operazioni vincenti. Alcune bande di ladri sono state sgominate, è un dato di fatto, abbiamo recuperato refurtiva, presto altre indagini arriveranno alla stretta finale. Insomma, non siamo certo stati a guardare e basta».
Se gli si chiede se ha dei rammarichi, il suo primo pensiero va ad una recente rapina violenta ai danni di una anziana. «Mi viene in mente quella - dice Capocasa - perchè è il simbolo della crudezza dei malviventi e di ciò che dobbiamo combattere. Vorrei già avere assicurato alla giustizia qui banditi, ma so che quella data ci sarà....».
Dunque una buona squadra, scesa comunque in campo nonostante i pochi numeri, nonostante a volte gli insuccessi nonostante i vari rinforzi venuti da fuori, ma comunque «sempre motivata - dice il questore - con gente che non si è mai voltata dall’altra parte, sollecitata dai cittadina stessi che chiedevano aiuto nelle loro zone tartassate. Abbiamo rinnovato e snellito alcuni reparti, ora all’anticrimine, per fare un esempio, c’è una dirigente cresciuta alla Dia di Reggio Calabria».
«Ma soprattutto - dice orgoglioso - ora abbiamo creato le condizioni ottimali per una efficace sinergia operativa con la polizia municipale, soprattutto con i Nuclei problematiche del territorio. Forze fresche, preparate. Agenti che assieme ai miei della Mobile scendono in strada, che conoscono il territorio. Unire le professionalità di entrambe le forze è un risultato importante per la città. Di questo sono grato al sindaco Muzzarelli. Ho avuto modo di constatarlo più volte: ha avuto orecchio e risposte immediate alle nostre richieste ed esigenze, perchè andavano nella stesa direzione che lui intendeva ed intende percorrere. C’era il problema della carenza-assenza di telecamere in zone importanti ed è intervenuto. Stesso modus operandi nel garantire la sinergia tra Mobile e Nuclei». Il 61enne Capocasa, marchigiano, chiude a fine mese per trasferirsi ad Ancona, dove è stato promosso dirigente generale (questore di capoluogo). In città arriverà il dirigente Giuseppe Annunziato Palmiro Garramone, 59 anni.
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