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Centrale idroelettrica: il Comune ancora a secco

Centrale idroelettrica: il Comune ancora a secco

Prignano. Bonilauri attacca la giunta: «L’impianto realizzato a Saltino ma i privati non hanno mai versato il canone annuale all’amministrazione»

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PRIGNANO. «Spero che il Comune abbia già incassato quanto gli spetterebbe dalla centrale idroelettrica che ha permesso di costruire a Saltino. Occorre far capire, quando si rilasciano queste concessioni, che Prignano non è terra di saccheggio». Così l’ex sindaco e attuale capogruppo della lista d’opposizione “Popolo di Prignano Insieme”, Ennio Bonilauri, è intervenuto su una vicenda che riguarda la frazione di Saltino. «La Provincia – spiega Bonilauri - ha redatto un documento per la valutazione d’impatto ambientale riguardo la realizzazione di un impianto di produzione di energia idroelettrica in prossimità del fiume Secchia a Volta di Saltino. Da sindaco, vennero da me diverse aziende a propormi un progetto simile, da realizzarsi sempre sul fiume Secchia a Saltino. Progetto fattibile, fatte salve il rispetto delle parti e dell’ambiente circostante. Nei parametri dell’accordo, chiesi un canone annuale e una fideiussione a favore del Comune per un minimo di tutela del territorio, nell’eventuale prospettiva che la società di gestione, dopo la costruzione dell’impianto, decidesse di rinunciare al progetto, lasciando il territorio modificato e l’impatto ambientale a carico del Comune. Nessuna società decise di accettare l’accordo. L’amministrazione successiva, guidata da una Giunta di sinistra, dunque connotata all’origine da un forte dna per il rispetto ambientale, concesse legittimamente ad altra società, sempre a Saltino, l’autorizzazione per un impianto di produzione di energia, chiedendo negli accordi solo un canone annuale di 15.000 euro. A distanza di 2-3 anni dalla realizzazione dell’impianto, sembra che ancora i soldi non siano stati incassati. Questo denaro, deve essere comunque incamerato dal Comune. Nel mentre è intervenuto il legislatore a cambiare la normativa. In accordi di questo genere non si possono più chiedere servizi patrimoniali (soldi) ma solo servizi di compensazione (lavori di ripristino) qualora si manifestino danni ambientali. E chi decide tutto questo? La conferenza dei servizi nominata dalla Provincia. Ma le province esistono ancora? Sì e no, mi viene da dire. Nella prospettiva specifica, penso che la nuova amministrazione, pur favorendo qualsiasi attività produttiva nel rispetto delle norme vigenti, debba anche svolgere il delicato compito di far capire che il territorio di Prignano non è una terra di frontiera da saccheggiare. Quindi, vista la crescita esponenziale di queste società che prendono fior di quattrini a fondo perduto dall’Unione Europea per costruire impianti per la produzione di energia idroelettrica, sarebbe bene fare delle scelte scrupolose e attente, dove il sindaco in prima persona abbia un controllo diretto nella fideiussione di questi servizi compensativi...».

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