I 5 Stelle filmano il Consiglio Bagarre in aula e polemiche
FIORANO. Polemiche incrociate sulla decisione di videoriprendere le sedute messa in atto in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle. All’entrata della sala consiliare i grillini hanno affisso...
FIORANO. Polemiche incrociate sulla decisione di videoriprendere le sedute messa in atto in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle. All’entrata della sala consiliare i grillini hanno affisso cartelli che riportavano “Area videosorvegliata” e il simbolo del Movimento.
In apertura di seduta il segretario e la presidente del consiglio, pur sottolineando che l’azione non era consentita dal regolamento, non hanno spinto sulla polemica chiedendo solo a chi riprendeva di identificarsi. Ma all’apertura del dibattito la polemica è partita con il capogruppo del Pd Gilli e il consigliere Melandri che si sono dichiarati contrari alle riprese e hanno parlato di una “mancanza di rispetto verso il consiglio comunale”. «C’è un programma già approvato - ha aggiunto Gilli - che prevede di arrivare alle riprese e alla loro condivisione su iniziativa del Comune. Queste riprese invece finiranno in autonomia su siti del Movimento e non rientrano nel regolamento comunale, che disciplina chiaramente questa possibilità».
Dall'altra parte il capogruppo 5 Stelle Giuseppe Amici ha sottolineato come “le leggi e i regolamenti parlano soprattutto della massima trasparenza e garanzia di libero accesso alle informazioni che riguardano la pubblica amministrazione per i cittadini”.
La polemica sembrava quindi superata e gli attivisti del hanno continuato le riprese. Ma durante il dibattito un altro spettatore ha cominciato a inquadrare la riunione con il tablet. La presidente Monica Lusetti ha fermato la discussione e chiesto al cittadino (che non farebbe parte del M5s, secondo quanto dicono i responsabili) di identificarsi. L’uomo ha rifiutato e ne è nata una discussione ad alta voce, inusuale, fra la presidenza e la platea sempre sulla libertà di espressione e informazione opposta al diritto alla privacy. Non ottenendo i dati dello spettatore la presidente ha sospeso la seduta, per poi riprenderla dopo alcuni minuti “perché dobbiamo decidere cose importanti”.
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