Il Duomo torna a tingersi di rosso
Dopo il restauro emergono nuove colorazioni della pietra sui leoni e anche nella parte superiore delle absidi
Forti arrossamenti, più accesi in occasione di forte pioggia, delle millenarie pietre di origine romana e medievale che compongono il Duomo patrimonio mondiale Unesco e simbolo della città della Ghirlandina.
Ci risiamo? All'inizio del 2013, dopo una segnalazione della Gazzetta, furono tanti a preoccuparsi per lo strano colore rossastro che assunsero dopo il lungo restauro i due leoni stilofori che “vigilano” da secoli l'ingresso principale del monumento del vescovo San Geminiano.
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Ora, nella appena restaurata area del Duomo posta nella parte superiore delle absidi, il fenomeno si ripete almeno in parte. Ieri, come si vede dalle foto scattate in tarda mattinata, il rosa pur in una giornata che ha alternato pioggia e sole sotto le due torrette era piuttosto “pesante”. Non certo simile - e la tipologia delle pietre non si differenzia molto - al colore rosaceo della vicinissima torre civica. E alcune immagini che in questi giorni sono girate sul web, scattate anche da fotografi professionisti, erano anche peggio: lì il rosa diveniva quasi un rosso acceso. Come i leoni della facciata un paio di anni fa, appunto. Nessuno intende dire che siano stati commessi errori rilevanti durante il restauro che si è concluso dopo sette anni a fine 2014. Ma certo occorre controllare non una, ma cento volte, anche perché durante questi anni non privi di polemiche intorno ai restauri della cattedrale ben poche volte è stata diffusa la documentazione tecnica completa relativa ai lunghi lavori.
Gli ambientalisti e numerosi esperti, a un certo punto, avevano anche chiesto al Ministero per i beni culturali - che in parte ha gestito direttamente i restauri, per il resto affidati alla Chiesa modenese - di potere avere accesso a tutti gli atti. Senza ottenere però alcunché, quasi si trattasse di un segreto di Stato. Ora gli esperti attendono di potere avere tra le mani l'annunciato volume di restauro dove verrà svelato ogni segreto intorno alla manutenzione che è stata seguita anche da un comitato scientifico affiancato all'ufficio del sito Unesco di piazza Grande. Occorrerà controllare di nuovo le antiche pietre soprattutto nell'area posta sopra le absidi? Questo dovranno deciderlo gli esperti del ministero, magari quelli dell'istituto centrale del restauro di Roma che a un certo punto anni fa dovettero intervenire dopo la prima fase dell'intervento. E ricordiamoci che fino a pochi anni fa, al netto dello sporco che aveva intriso le pietre, i colori non erano certo quelli attuali: anche perché ci fu una famosa mostra che si intitolava “Quando le cattedrali erano bianche”. Occorre dunque grande attenzione per le pietre del duomo, costruito da Lanfranco con le sculture di Wiligelmo a partire dal 1099. Lo si deve a tutti i modenesi, custodi della “Casa di pietra” del santo Geminiano.
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