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IL CASO

La proprietà del Carani di Sassuolo chiede i danni al Comune

La proprietà del Carani di Sassuolo chiede i danni al Comune

Lettera inviata a sorpresa dopo i primi tentativi di riavvicinamento tra le parti Brusca frenata alla trattativa e i tempi di ristrutturazione rischiano di allungarsi

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Continua a rivelarsi molto difficile il dialogo fra il Comune di Sassuolo e la proprietà del Carani, in vista di un possibile recupero e riapertura del teatro. L’ultimo sviluppo, di pochi giorni fa, è la lettera con richiesta di danni che la proprietà del teatro ha inviato all’amministrazione, imputandole di aver rescisso il contratto di affitto della sala senza averne la possibilità e causando quindi un danno economico. La lettera è arrivata al sindaco e alla giunta, non senza destare sorpresa, visto che nei giorni scorsi i tentativi di avvicinamento c’erano stati, in particolare quello di cominciare la trattativa per un nuovo contratto di affitto a lungo termine, che consentisse al Comune di programmare un eventuale restauro del Carani con qualche certezza in più sulla possibilità di continuare a utilizzarlo.

Fra pochi mesi infatti il contratto in essere scade e la riparazione della parte di teatro interessata dal crollo del controsoffitto, si sarebbe conclusa praticamente ad accordo finito. Di fatto il Comune avrebbe aggiustato un bene privato per poi riconsegnarlo nelle mani del proprietario senza poterlo utilizzare. Di qui la ricerca di un dialogo per un possibile prolungamento dell’accordo, all’interno del quale sarebbe stato possibile riprogrammare anche la sistemazione. Che non comporta in realtà solo il controsoffitto caduto, per cui servono comunque 140mila euro, ma quasi certamente altri interventi di cui da tempo il teatro ha bisogno, in termini di messa a norma e anti-sismica, che se magari ieri potevano restare in una fase di programmazione futura oggi, con una chiusura disposta dai vigili del fuoco e dalla prefettura per motivi di sicurezza, difficilmente godrebbero di una deroga. È chiaro che prima di avere l’ok per ospitare nuovamente gli spettacoli, ci sarebbero parecchi controlli di sicurezza, più severi di prima.

Per questo il timore è che la cifra iniziale della semplice riparazione del controsoffitto caduto, sia solo l’inizio. E che i tempi fissati in alcuni mesi si allunghino in realtà ancora di più, mettendo a rischio almeno la prima parte anche della stagione teatrale 2015-2016. La via del prolungamento di contratto, non di uno o due anni come avveniva finora, ma almeno di cinque o più, poteva rimediare alle incertezze consentendo una programmazione a lungo termine da parte del Comune. Ma il tentativo di dialogo, almeno per ora, è stato bruscamente stoppato dalla richiesta di danni della proprietà, che va a sommarsi al ricorso al Tar già inoltrato contro la chiusura disposta in ottobre. Intanto cittadini comuni e star dello spettacolo (tra cui Nek e i Modena city Ramblers) si dichiarano pronte a impegnarsi per salvare il teatro.

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