Gazzetta di Modena

Modena

«Sono alloggi inabitabili» Il Tar dà torto al Comune

di Carlo Gregori
«Sono alloggi inabitabili» Il Tar dà torto al Comune

I giudici: «In via Pisacane soffitte trasformate abusivamente in appartamenti Irregolari la sanatoria e la concessione del municipio: sono insalubri, liberateli»

2 MINUTI DI LETTURA





Quegli alloggi sono delle soffitte trasformate in alloggi ma rimaste insalubri per abitarci. Gli inquilini devono andar via prima che scada il loro contratto. E non conta se il Comune di Modena ha sanato gli abusi di quegli appartamenti e successivamente prorogato l’inizio dello sgombero: gli alloggi devono essere liberati in modo tempestivo. Lo stabilisce il Tar di Bologna al termine di una lunga sentenza che riguarda una causa sollevata dall’immobiliare proprietaria contro il Comune e contro il condominio. Al centro della disputa il palazzo di via Pisacane 13. Oggetto della contesa sono alcuni appartamenti ricavati anni fa dal sottotetto, trasformati da “soffitte” a “unità abitative” e come tali sanate con una concessione edilizia del Comune. Non solo: a sua volta, il condominio ha chiesto al Tar di annullare subito il provvedimento del Comune che permetteva una proroga per l’inizio delle operazioni di sgombero dei locali. Il Tar ha accolto questa richiesta perché, come spiegato più avanti, ritiene che l’esecuzione degli sfratti vada fatta al più presto. E non, come previsto, prorogando l’uscita degli inquilini con la scadenza della locazione.

In una articolata sentenza, il Tar spiega che le motivazioni addotte dall’immobiliare sono infondate. Innanzitutto era illegittima la concessione edilizia in sanatoria con la autorizzazione sanitaria all’abitabilità annessa, documenti rilasciati a suo tempo dal Comune di Modena in favore della immobiliare proprietaria degli alloggi. Grave l’argomento sollevato dal Tar: quelle che all’inizio erano soffitte non avevano i necessari requisiti edilizi e sanitari, quindi non potevano essere trasformate in unità abitative. E inoltre il certificato di abitabilità che tempo dopo, con la sanatoria, il Comune ha rilasciato alla proprietà era «in palese carenza dei necessari requisiti igienico-sanitari». Ogni singola abitazione, rilevano i giudici amministrativi, è carente di questi requisiti minimi di superficie, altezza e rapporto aereo previsti dalle norme. Sono alloggi «oggettivamente insalubri, in quanto privi di adeguato isolamento termico, dal momento che il loro soffitto è in realtà la parte interna del solaio di copertura, con conseguente mancanza di idoneo isolamento termico delle unità abitative ricavate dalla trasformazione delle originarie soffitte». Ne consegue, per il Tar, una «situazione di pericolo» per chi ci abita e anche per gli abitanti del condominio. Non vale secondo i giudici nemmeno rivendicare l’autorizzazione del Comune, dato che l’abitabilità è stata concessa «in palese violazione della normativa regolamentare ministeriale che prescrive requisiti igienico-sanitari minimi e inderogabili». In questa vicenda, per il Tar c’è «un’oggettiva netta prevalenza dell’interesse pubblico a porre rimedio seppure dopo un considerevole lasso di tempo dall’adozione della concessione edilizia e dell’autorizzazione all’abitabilità in sanatoria, ad una palese situazione di grave insalubrità e contrarietà alle norme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google