Gazzetta di Modena

Modena

«Usciamo da Modenamoremio»

Il Comune conferma: «Scelta per legge, ma per noi resta strategica»

2 MINUTI DI LETTURA





Entro poche settimane, come la Gazzetta anticipava ieri, il Comune abbandonerà Modenamoremio, la storica associazione di promozione del centro storico e delle sue attività commerciali. Dopo la pubblicazione dell'articolo nell’edizione di ieri sono emersi alcuni importanti particolari relativi a questa scelta ormai imminente da parte del Municipio. «L'Amministrazione comunale di Modena - spiega l'assessore alla promozione e alle attività economiche Tommaso Rotella - ritiene Modenamoremio determinante, con il suo ruolo e le sue attività, per la promozione del centro storico. Il Comune conferma quindi il suo sostegno, tanto che a bilancio sono già stanziate risorse anche straordinarie per quest’anno in cui si svolge l’Expo». Rotella intende gli 80mila euro che sono stati stanziati per il progetto relativo ai “Temporary store” in centro storico, ossia i negozi sulle eccellenze da aprirsi a tempo durante i mesi dell'Expo. Oltre a questi denari straordinari il Comune in via ordinaria lo scorso anno ha dato a Modenamoremio 50mila euro per le attività e 20mila euro per l'emolumento della consulente Maria Carafoli, ex funzionaria comunale. Ieri l'assessore Rotella ha inoltre incontrato il Consiglio di amministrazione della società partecipata (allo 0,4%): «Per il Comune si tratta di valutare – aggiunge Rotella - il modo migliore di mantenere comunque saldo il rapporto con la società di promozione senza snaturarne la fisionomia di soggetto che ha bisogno di esprimere pluralità». Il Comune conferma dunque «l'impegno politico per gli anni a venire, riguardo alla prosecuzione di un percorso che vede in Modenamoremio un partner strategico». La realtà è un’altra: la legge, infatti, prevede l’uscita degli enti solo nelle partecipare “non indispensabili alle attività istituzionali”. L'uscita dal cda l'amministrazione la attribuisce alla legge di stabilità del governo che «impone delle scelte sulle partecipate, chiedendo di uscire in casi in cui il numero dei membri del Cda, 11 per Modenamoremio, non retribuiti e senza gettone di presenza, sia superiore al numero dei dipendenti. In questo caso due, di cui un part time». Già, perché poi ci sarebbe anche da chiedersi se ha senso una società che ha 11 amministratori - non pagati e ci mancherebbe pure - e un dipendente e mezzo. Poca voglia di parlare a Modenamoremio: «Per ora non intendo commentare - spiega la presidente Milena Seghedoni - lo faremo quando avremo elementi certi sulla vicenda. Finora siamo a livello di parole».

Stefano Luppi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google