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Chiesa a rischio e voragini che si allargano

Chiesa a rischio e voragini che si allargano

Polinago. Situazione drammatica a Gombola e nel capoluogo. Irraggiungibile il caseificio Cinghianello

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POLINAGO. C'è tanta preoccupazione a Gombola per la frana che si è riattivata in questi giorni sotto all'antica chiesa che svetta sul castello. Guardando in su dalla provinciale Valrossenna si vede netto lo smottamento che è ripartito a suon di piogge, arrivando a lambire il retro dell'edificio di eccezionale valore storico e sottoposto a tutela. «Sappiamo che il Comune sta monitorando con attenzione lo scenario – osserva Roberta Giovannini, che gestisce l'ostello della Podesteria a fianco della chiesa – speriamo che si fermi qui, anche se la terra qua sotto si muove da tempo». «La preoccupazione è forte – sottolinea il sindaco Gian Domenico Tomei – perché la zona già in passato è stata soggetta a frane con gravissime conseguenze». Negli annali dello storico Giovanni Battista Spaccini infatti si legge che nel 1597 tutto il complesso fu vittima di un crollo generale a seguito di una frana: «Cominciò a minaziare ruina, e in otto giorni ruinò in maniera tale che non si conosce che vi sia mai stato castello alcuno eccetto la porta con due braccia di muraglia ch'è restata in piedi, essendo stato inghiottito nel monte e la terra ruspatavi sopra». Si ricostruì, ma altre frane occorsero nel tempo, fino all'ultima documentata negli archivi della Regione nel 1896. Di qui i timori per i nuovi segnali di oggi. Intanto, sul versante di Polinago si fanno sentire le conseguenze del crollo che nella notte tra mercoledì e giovedì ha inibito il transito in via del Fiorentino, strada attorno a cui gravitano diverse aziende agricole nonché il caseificio di Cinghianello, l'unico rimasto degli otto presenti una volta sul territorio, realtà che produce 18 forme al giorno e 36mila litri di latte all'anno. «Da lì arrivavano clienti anche da Sassuolo e Roteglia – spiega il presidente Arnaldo Tollari – e adesso o fanno tutto il giro da Polinago o semplicemente non vengono. Anche ieri ci hanno telefonato per sapere se si era aperto il passaggio, ma ci vorrà molto tempo. Non ci voleva, per noi è un bel problema».

Daniele Montanari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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