Cittadinanza negata a Bergamini
San Felice. Proposta respinta a maggioranza per il figlio 95enne dell’ammiraglio
SAN FELICE. Il consiglio comunale di San Felice ha respinto a maggioranza la proposta di conferire la cittadinanza onoraria al comandante Pier Paolo Bergamini, figlio 95enne dell’ammiraglio Carlo Bergamini.
La proposta era stata formulata con un ordine del giorno dall’ex assessore Matteo Casari, oggi consigliere comunale della lista “San Felice in movimento”, vicina al Movimento 5 Stelle. E per la verità non era una proposta estemporanea: già a luglio dello scorso anno Casari aveva presentato la proposta, ma in seguito venne convinto a ritirarla, nella prospettiva di definire un regolamento per il conferimento delle cittadinanze onorarie. Ma un regolamento - sulla cui necessità giuridica peraltro non esistono riscontri - non è mai stato adottato. Così, nel rimpallo di responsabilità che ne è derivato, il famoso cerino è finito nelle mani della presidente della Commissione di Garanzia, Lorenza Borsari, capogruppo della lista di centrodestra in consiglio comunale, anche quella di minoranza.
A Casari è stato nuovamente proposto di ritirate l’ordine del giorno, mentre la Borsari si è resa disponibile a convocare al più presto una commissione, come suggerito dall’assessore alla cultura Orlandini, che ha ribadito in merito la posizione dell’amministrazione.
Il sindaco Silvestri invece ha sottolineato la sua stima e affetto a Bergamini, evidenziando però l’importanza e la delicatezza del conferimento della cittadinanza onoraria.
«La proposta l’avevo scritta a luglio 2014 - commenta Casari - ma nessuno ritenne di condividerla. L’ho presentata comunque al consiglio comunale di settembre 2014, dove erano presenti anche esponenti dell’Associazione marinai italiani di Modena, di cui Pier Paolo Bergamini è peraltro presidente onorario, e in quella occasione ho avuto le stesse risposte. Sono passati mesi, non è stato fatto nulla, era ora di chiarire chi tenesse davvero a dare un riconoscimento ad una persona di 95 anni che si è spesa per l’immagine della nostra comunità, cui ha anche donato la bandiera della corazzata Roma sulla quale suo padre morì con tanti, tantissimi marinai italiani, bandiera conservata in un cofanetto da qualche parte in municipio».
Il risultato, come detto, è stata una bocciatura: compatta la maggioranza di centrosinistra per il no, favorevoli Casari e il collega di lista Fortini, astenuti i consiglieri del centrodestra.
Nella proposta respinta Casari ricorda la figura dell’ammiraglio Carlo Bergamini, medaglia d’oro al valor militare, deceduto il 9 settembre del 1943 assieme a 1392 marinai della corazzata Roma mentre, dopo l’armistizio di Cassibile, al largo dell’Asinara stava dirigendo la flotta italiana verso Malta. San Felice, anche grazie al contributo e alla dedizione del figlio Pier Paolo, ha promosso e partecipato a tante celebrazioni istituzionali in questi anni, per ricordare l’ammiraglio nato in paese.
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