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L’Haemotronic riparte ma i morti pesano ancora

L’Haemotronic riparte ma i morti pesano ancora

Mirandola. Posato ieri il primo pilastro del nuovo stabilimento, pronto nel 2016 Intanto si va verso l’archiviazione per il decesso dei 4 operai. Udienza l’1 aprile

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MIRANDOLA. Ieri mattina è stato ufficialmente posato il primo pilastro della nuova Haemotronic. Si tratta di un altro importante passo per riportare lavoro e occupazione nella Bassa: la costruzione verrà ultimata nel giugno 2016 ed é previsto un incremento dei dipendenti (attualmente sono 250).

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Mirandola Maino Benatti, l'assessore regionale alle attività produttive Palma Costi, il direttore di Confindustria Modena Giovanni Messori, il titolare di Haemotronic Mattia Ravizza e il vicesindaco di Medolla Giuseppe Ganzerli.

L'azienda divenne tristemente famosa per essere stata teatro di morte durante il sisma: il 37enne Paolo Siclari, il 40enne Matteo Serra, il 24enne Biagio Santucci e il 33enne Giordano Visconti rimasero infatti intrappolati sotto le macerie, coinvolti nel crollo delle travi di cemento. Da allora il magazzino mirandolese di via Carreri é stato ricostruito, mentre parte della produzione é stata delocalizzata a Carbonara Po, in provincia di Mantova. Parallelamente si é sviluppata una lunga inchiesta penale sulle responsabilità di quella tragedia che ha poi preso la strada dell'archiviazione. Una decisione che però continua a lasciare parecchi strascichi.

Il sito in cui sorgeva l'ex capannone è stato sotto sequestro per diversi mesi, ma alla fine la Procura non vede alcuna responsabilità per il crollo.

Decisione che ha spiazzato i familiari delle vittime, i quali, coadiuvati da avvocati, hanno deciso di intraprendere sia la strada della opposizione che quella del procedimento civile, con una richiesta di risarcimento economico. Sin dall'inizio si sostenne come i quattro operai quella mattina non avrebbero dovuto trovarsi all'interno dell’edificio, già danneggiato dopo la scossa del 20 maggio e nonostante ciò dichiarato agibile. Venne dunque puntato il dito contro geometri, ingegneri e architetti che si erano occupati della costruzione della struttura, ma alla fine non è stato individuato alcun colpevole. La Procura di Modena ha infatti precisato come non siano emerse responsabilità oggettive per il crollo, dato che la sede sarebbe stata costruita rispettando la normativa edilizia vigente.

La prossima udienza é fissata per il 1° aprile: in quell'occasione il gip dovrà esprimersi definitivamente per ciò che concerne la domanda di archiviazione, accogliendola o disponendo un supplemento di indagine. In Tribunale ci saranno anche le famiglie delle vittime, che ieri erano alla inaugurazione e chiedono con forza nuovi accertamenti.

Giovanni Vassallo

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