Controtempo, la musica nasce con uno sguardo
Mauro Giusti, disabile, ha scritto e prodotto un brano insieme con il gruppo Controtempo
Nella canzone “Spiegami la vita” c'è tutta la voglia di un ragazzo di farsi sentire anche se lui non riesce a parlare. È una piccola storia di vita, quella di Mauro Giusti, un ragazzo che per un problema motorio (alla nascita è rimasto senza ossigeno) non riesce a scriver ma lo fa attraverso i movimenti degli occhi. Spesso si diletta a comporre poesie, ma questa volta è andato oltre: ha scritto una canzone. Come fare per farla sentire? A questo ci ha pensato Marco Spaggiari, voce dei Controtempo, freschi di uscita del nuovo doppio album “Noi, Controtempo”.
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Dopo l'anteprima con Gianni Morandi al Roxy Bar di Red Ronnie lo scorso febbraio, martedì è uscita la canzone "Spiegami la vita", insieme al videoclip girato in studio con la regia di Nicola Gennari.
«Dopo un po' che ci eravamo conosciuti – spiega Marco Spaggiari - Mauro mi disse che aveva scritto una canzone. Io sapevo che scriveva poesie e che stava lavorando ad un racconto, ma quel testo per lui era una canzone. Quando la lessi rimasi stupito per contenuto e forma. Era tutto scritto in metrica perfetta, con una struttura ben definita composta da strofa, ponte, ritornello chiaro (con la ripetizione della frase) e addirittura lo special (la parte di canzone in cui la musica cambia). Tutto questo lo aveva realizzato "scrivendo" attraverso gli occhi. Per un danno avuto alla nascita, Mauro infatti non ha la possibilità di controllare i suoi gesti motori come vorrebbe quindi comunica guardando con le pupille degli occhi le lettere scritte su di un alfabetiere di plexiglass. Ed è così che ha scritto anche questo brano».
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Un ragazzo che non si arrende?
«Mauro non sta fermo a lamentarsi di quanto la vita sia stata ingiusta con lui. Vuole esprimere tutto ciò che ha dentro e non ha mai paura a chiedere una mano agli altri. Lui dice sempre: "se io che non posso nemmeno alzarmi da solo per andare in bagno sono riuscito a correre una mezza maratona di 21 km grazie ad un gruppo di podisti che ha spinto la mia carrozzina da corsa, vuol dire che niente è impossibile per nessuno. Non dobbiamo avere paura di chiedere una mano a qualcun altro. Nella sua genialità e umiltà, Mauro ha chiesto quindi a me di dare forma alla sua opera».
E tu hai creduto nel progetto?
«Iniziai a fare delle prove e diciamo che "la beccai subito.
Alle prime note Mauro mi fece un urlo, di quelli che esprimono approvazione e gioia. Non mi è mai capitato di finire una canzone in così poco tempo. Mi recai in studio e registrai subito la versione chitarra-voce in un paio d'ore e alla sera portai il cd a Mauro. Ascoltare insieme la prima bozza del disco fu una gioia incredibile per entrambi. Da quel momento in poi, oltre che amici, io e Mauro diventammo anche "soci" come dice lui».
Hai fatto diventare Mauro un vero autore registrandolo alla Siae.
«Infatti, ho chiesto quale fosse la procedura per iscrivere Mauro tra gli autori della musica italiana. Documenti, burocrazia, tasse ma anche tante agevolazioni, disponibilità ed entusiasmo per venire incontro a questa idea così unica nel suo genere. Il giorno 10 novembre 2014 Mauro diventa a tutti gli effetti un autore della musica Italiana, e "Spiegami la vita" è depositata nel database Siae con il numero di repertorio 142570614, tra le canzoni che hanno fatto la storia musicale del nostro Paese».
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Poi ancora un'altra sorpresa: ha deciso di produrre il brano.
«Nei parlai al nostro manager Damiano Bonvini e produttore artistico, Alex Bagnoli. Quest'ultimo accettò con entusiasmo, dicendo che una cosa così bella e importante l'avrebbe fatta senza badare alle condizioni lavorative standard». C'è qualche aneddoto che vuoi ricordare?
«In questo testo non ho modificato neppure una sillaba di quanto scritto da Mauro, perché tutto si incastrava alla perfezione. Arrivati all'ultimo ritornello guardai il mio "socio" e gli dissi: "Per me Mauro c'è bisogno di una conclusione forte a questo testo stupendo, una frase finale che non hai ancora detto e che dia il senso a queste domande.Pensavo dovesse pensarci un po' su, invece si fece portare la lavagna e all'istante scrisse "Spiegami perché…non puoi farlo insieme a me". La risposta a certe domande sul senso della vita non ce l'ha nessuno ed è inutile trovare una frase fatta che possa andare bene».
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