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«La pizza? Solo tradizione con un tocco modenese»

di Gabriele Farina
«La pizza? Solo tradizione con un tocco modenese»

Da Rino la ricetta amalfitana, ma nel menù anche i gusti Ghirlandina e Cimone «I clienti si appassionano a PizzAMO e portano tagliandi: vogliamo arrivare terzi»

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Una pizza buona … da scoppiare. Alla pizzeria Da Rino di Spezzano non sono rare le serate “All you can eat”. «Proponiamo le nostre specialità a prezzo fisso - ha spiegato Jonathan Apicella - e si possono mangiare a volontà, accompagnate da birre artigianali che cambiamo di volta in volta».

Jonathan ha ventisei anni e da dieci lavora nel locale di via Flumendosa, nella frazione fioranese. Ha raccontato la sua storia nel contesto di PizzAMO, il concorso dedicato dalla Gazzetta alla specialità più amata del made in Italy.

«La pizzeria esiste da ventitre anni - ha aggiunto il giovane - è sempre stata qui e si è sempre chiamata così. Proponiamo la buona pizza della Campania, quella tipica della costiera amalfitana. La prepariamo con il forno a legna».

La pizza è quella della tradizione. Chi è celiaco non troverà qualcosa che si adatti ai suoi gusti. Allo stesso modo, chi cerca paste integrali o realizzate con farina di Kamut non potrà trovarle. In compenso, sono tante le specialità classiche e anche originali che è possibile assaporare. Come la pizza alla carbonara, preparata con gli stessi ingredienti della celebre pasta, con uova e pancetta. «Abbiamo un po’ ampliato il menu - ha ripreso Apicella - rispetto ai semplici gusti, che pur ci sono. Ci siamo fatti ispirare dalle ricette che ci venivano in mente all’istante. Così è nata la Ghirlandina, una pizza bianca con pancetta, grana e aceto. Oppure la Cimone, una rossa con pomodoro, cipolla, salsiccia, grana e origano».

I gestori hanno aperto una pagina Facebook, in cui sono di volta in volta presentate le varie iniziative. Tra gli ultimi post c’è anche un appello al voto: “Dimostraci anche tu quanto ci ami”, si legge nel messaggio. L’obiettivo dichiarato è raggiungere il terzo gradino del podio. «Vedevamo i clienti che ci portavano di continuo i tagliandi - ha confermato Apicella - ed era divertente perché anche loro si gasavano quando salivamo di posizione. È qualcosa che ti fa sorridere perché vedi che ti amano veramente, che continuano a credere in quello che fai».

Tra le azioni portate avanti dalla pizzeria c’è anche quella solidale. «Con tutto il gruppo di Tramonti abbiamo lavorato durante il terremoto - ha confermato il giovane - in particolare a Concordia. Come gruppo siamo sempre tutti in contatto, cerchiamo di aiutare chi sta peggio di noi». Il locale è a conduzione familiare. Da due anni Jonathan ha affiancato il padre Rino nella preparazione delle pizze.

«È un’esperienza che potrei consigliare - ha concluso Apicella - ma deve esserci un maestro che ti segue. Forse poi è necessario spostarsi da queste zone, perché ci sono tantissime pizzerie che si fanno concorrenza, ma si può cominciare. Si può anche partire dal basso. Non è un mondo chiuso, anzi è forse l’unico in cui si vedono ancora possibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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