Riaprono a Zocca i musei del castagno e del borlengo
ZOCCA. Promozione della storia e della cultura del territorio, valorizzazione degli usi e costumi locali, riscoperta dei prodotti tipici e maggiore conoscenza della flora e della fauna in Appennino....
ZOCCA. Promozione della storia e della cultura del territorio, valorizzazione degli usi e costumi locali, riscoperta dei prodotti tipici e maggiore conoscenza della flora e della fauna in Appennino. Sono queste le peculiarità principali del Museo del Castagno e del Museo del Borlengo presso l'antico Ospitale di San Giacomo nella località Lame di Zocca. Oggi i due musei, che sono gestiti dall'associazione culturale “La Slucadora”, dopo la pausa invernale, riaprono i battenti, al mattino dalle ore 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 15 alle 19. Durante la pausa invernale i musei sono stati in parte rinnovati e migliorati con l'acquisizione di nuovi oggetti e diorami. Il Fantacastagneto, cioè la ricostruzione in diorama del castagneto, offre la possibilità di immergersi nell'habitat del castagneto fra animali e piante. Dopo la visita ai musei si può proseguire con una passeggiata nel bosco alla scoperta delle opere artistiche di Artinwood. Fra maggio e ottobre sono previste numerose iniziative tra le quali laboratori, serate musicali e di poesia. «Il Museo del Castagno - spiega Gianluigi Olmi, presidente della Slucadora - nasce nel 2000 all'Ospitale di San Giacomo di Zocca ed è costituito da tre sale». Il Centro documentazione raccoglie testi, cd, dvd sul tema provenienti da tutta Italia e sono consultabili in loco. «Di fronte al Museo del Castagno - conclude Olmi - è poi situato il Museo laboratorio del borlengo collocato in due sale. Il borlengo è un cibo che fa parte della cultura e della tradizione della valle del Panaro; risale a periodi antichi e si inserisce in quel panorama di pani conosciuti fin dalla preistoria». Una sala è dedicata alla parte espositiva. Vecchie padelle, oggetti legati alla cultura e tradizione contadina si alternano a cartelli esplicativi su dove e come si prepara il piatto. È stato anche realizzato il laboratorio per insegnare a preparare il borlengo».
Andrea Ghiaroni
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