Seggiovie e skilift, l’Imu è da pagare
Un pronunciamento della Cassazione getta nello scompiglio gli operatori del settore: «Sarebbe la mazzata definitiva»
Seggiovie, skilift e cabinovie dovranno pagare l'Imu. Secondo i giudici della Corte di Cassazione, che si sono espressi con una sentenza, «per un impianto di risalita funzionale alle piste sciistiche non sussiste il presupposto del classamento catastale come mezzo di trasporto pubblico». Gli effetti che una tale sentenza produrrebbe sarebbero devastanti per le imprese che operano nelle stazioni sciistiche del nostro appennino. Gli impianti di risalita verrebbero classificati come immobili commerciali alla stregua di negozi, bar o ristoranti. Il condizionale è d'obbligo poiché per salvare capre e cavoli, come da molti operatori auspicato, potrebbe a breve intervenire la politica con un provvedimento legislativo. Ma gli effetti giuridici della sentenza, emessa per la funivia Arabba Marmolada Softa, se nulla cambia investiranno a breve tutti gli impianti di risalita d'Italia. Luigi Quattrini, Direttore del Consorzio del Cimone e Presidente Regionale Federfuni, è in contatto da alcuni giorni con il Presidente nazionale Andrea Formento che si sta recando prima in Abruzzo e poi a Roma. «Ci stiamo già muovendo per comprendere meglio le ragioni di questa sentenza, per poi adottare la strategia di pressione migliore e far tornare le cose nella normalità - ha detto - Di certo non è normale che una seggiovia, revisionata e autorizzata dal Ministero dei Trasporti, ora venga considerata come un negozio di abbigliamento su cui pagare l'Imu e non più un mezzo di trasporto. Sarebbe come tassare le Ferrovie dello Stato per le rotaie, visto che le nostre aziende sono assimilabili al trasporto pubblico. Ma se la sentenza venisse applicata - precisa - essendo già in estrema difficoltà molte imprese del settore, arriverebbe la mazzata definitiva che metterebbe in ginocchio tutto il sistema neve appenninico». «Non ha senso caricare di ulteriori oneri un sistema già in grande difficoltà - ha spiegato il sindaco di Sestola Marco Bonucchi - Tra l'altro le seggiovie sarebbero classificate come immobili strumentali di tipo D e l'Imu con l'aliquota base del 7,6 per mille andrebbe tutta allo Stato. Per mantenere qualcosa della tassa sul territorio bisognerebbe aumentarla fino al 10,6 per mille. Comunque aspettiamo di vedere gli sviluppi della vicenda, anche perché non si capisce quale potrebbe essere la base di calcolo su cui misurare i metri quadri, come si fa per terreni edificabili e immobili. Per noi gli impianti di risalita sono funzionali all'economia turistica e al trasporto pubblico - conclude Bonucchi - sia estivo che invernale. Grazie alla seggiovia Sestola-Pian del Falco abbiamo portato alla sede di arrivo del Giro d'Italia 2014 migliaia di tifosi. Se non è trasporto pubblico questo...».
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