E a Concordia paese e Cpl sono sotto choc
Un paese intero sotto choc per l’inchiesta sulle tangenti che ha travolto la Cpl, una delle aziende storiche, un simbolo del movimento cooperativo
CONCORDIA. Sulla foto che campeggiava nella sala del consiglio della CPL di Concordia, che immortala gli “scarriolanti”, cioè alcuni dei 1.500 uomini impiegati a inizio '900 nei lavori di sterro sugli argini del fiume Secchia, Roberto Casari, quando era presidente della coop, aveva ha scritto a penna: «Se facessimo ancora quei lavori avremmo già chiuso». In questa immagine sta tutto lo choc che oggi vive il colosso cooperativo nato nel 1899, oggi 1.800 addetti, 70 società controllate e un fatturato di 461 milioni nel 2014.
Lo choc di un orgoglio sempre sbandierato per i risultati raggiunti dai “nipotini” degli scarriolanti, su cui però oggi pesa l'accusa più infamante per una coop in terra d'Emilia: aver fatto affari coi clan. Una accusa che stride con la missione che da oltre un secolo la coop si è data: dare un lavoro «che dia dignità a chi lo esercita» e che sia svolto «con serietà, coerenza e professionalità».
CPL (cioè Cooperativa di Produzione e Lavoro) ha sede a Concordia sulla Secchia. Nel 2012 i suoi stabilimenti furono sconquassati dal terremoto che fece danni per 20 milioni di euro, ma nessun ferito tra i 550 addetti, che ripresero subito il lavoro sotto le tensostrutture. E solo un anno dopo, nel maggio 2013, Cpl annunciò un risultato piccolo ma altamente simbolico: l'acquisizione, attraverso una controllata, del contratto per la manutenzione del più famoso dei grattacieli di New York, l'Empire State Building.
Oggi al centro dell'inchiesta della procura di Napoli sulle presunte tangenti per la metanizzazione d'Ischia, la cooperativa storica non a caso negli atti dell'inchiesta viene definita una «tra le più antiche cosiddette “cooperative rosse”». Opera da anni a livello internazionale, ed è un gruppo cooperativo cosiddetto “multiutility”, e si occupa di energia in tutti i suoi aspetti: approvvigionamento, distribuzione, vendita e contabilizzazione di gas ed elettricità, ma anche produzione con sistemi tradizionali o da rinnovabili.
Presidente oggi è Mario Guarnieri. Il precedente, appunto Roberto Casari, arrestato, era andato in pensione il 30 gennaio, dopo quasi 40 anni alla guida della coop. Anche se il gip di Napoli, nella sua ordinanza, ritiene che Casari «continui a fare da regista in ordine a tutti gli affari che riguardano la CPL». Oggi, dopo una riunione urgente del cda, i vertici della cooperativa hanno confermato «la propria fiducia nell'operato della magistratura».
Se le accuse trovassero conferma, la società si riserva di prendere «i provvedimenti necessari per tutelare le attività di un gruppo imprenditoriale attivo da 116 anni che dà lavoro a 1.800 persone». Precisando che i provvedimenti restrittivi ci sono stati nei confronti di alcuni dirigenti ed ex dirigenti, ma che non hanno riguardato la cooperativa né le società del Gruppo.
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