Gazzetta di Modena

Modena

Finanza e imprese, ecco cosa fare

Finanza e imprese, ecco cosa fare

Vincenzo Boccia di Confindustria ha svelato gli strumenti migliori per le aziende

3 MINUTI DI LETTURA





Vincenzo Boccia, presidente del "Comitato tecnico Credito e Finanza" di Confindustria, pochi giorni fa è stato protagonista di un incontro nella sede di Confindustria Modena, in cui ha illustrato agli imprenditori quali possono essere gli strumenti finanziari più idonei per lo sviluppo del sistema imprenditoriale. Un tema di notevole attualità che ha logicamente suscitato grande interesse.

L’incontro era anche l’occasione per spiegare la funzione fondamentale che può avere un istituto come la Cassa Depositi e Prestiti a supporto delle imprese e del loro sviluppo.

«La Cassa Depositi e Prestiti - ha detto Vincenzo Boccia - ha da sempre un ruolo strategico nel supportare la crescita e lo sviluppo del sistema imprenditoriale italiano. Basti pensare all'importanza che ha il "Plafond Pmi" nel sostenere le aziende del nostro Paese, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni; o al ruolo che questo istituto ha assunto nel "Fondo italiano d'investimento": è proprio su iniziativa della Cassa Depositi e Prestiti che, nel 2014, sono stati lanciati due nuovi fondi, uno dedicato al mercato del venture capital e uno a quello del private debt per le imprese italiane».

Boccia si è poi soffermato sugli strumenti che, per fronteggiare la crisi, possono favorire la capitalizzazione delle imprese. Il «Fondo di garanzia per le pmi» e il progetto «Elite» di Borsa Italiana possono, per esempio, essere strumenti efficaci per rafforzare l'aspetto patrimoniale delle aziende.

«È importante fare una premessa - ha chiarito Boccia - bisogna distinguere gli strumenti del credito dalla politica economica; non si può pensare che uno strumento finanziario possa risolvere i problemi della politica del credito nel Paese. È necessario intervenire su più fronti, da una parte bisogna rafforzare strumenti efficienti come il "Fondo di Garanzia per le pmi", fondamentale per contrastare la carenza di credito che frena gli investimenti e lo sviluppo delle imprese; dall’altra parte bisogna prendere atto che il credito bancario non è più sufficiente a soddisfare i bisogni finanziari delle imprese e che diviene essenziale sviluppare canali finanziari alternativi a quello bancario quali, ad esempio, i "mini-bond" o promuovere la patrimonializzazione delle imprese attraverso progetti come quello di "Elite" di Borsa Italiana, strategico per avvicinare le pmi ai mercati dei capitali».

Il presidente ha anche parlato dell’esigenza di politiche di sviluppo industriale del Paese.

«Non si può parlare di politica del credito prescindendo dalla politica della crescita - ha detto ancora - Viviamo in un Paese che ha grandi potenzialità, l'Italia è infatti la seconda nazione, dopo la Germania, con il più alto livello manifatturiero in Europa. Nonostante questo esistono ancora grossi ostacoli allo sviluppo industriale che riducono fortemente la competitività del nostre aziende. Il costo dell'energia, del 30% più alto rispetto a quello in Germania, o quello del lavoro che, negli ultimi dieci anni è cresciuto del 20%, riducendo così la competitività delle nostre imprese rispetto a quelle di altri Paesi. Per questo, assieme a una concreta politica del credito, è necessario realizzare interventi forti a sostegno della politica economica del Paese rimuovendo gli ostacoli che ancora ne frenano lo sviluppo».

A un anno dalla presentazioni della «Agenda per il credito per la crescita del Paese», il documento programmatico promosso da Confindustria, Boccia ha cercato di stilare un primo bilancio. «A distanza di un anno - ha dichiarato - il bilancio è positivo, grazie all'operazione di quantitative easing promossa dalla Bce, al potenziamento della "Nuova Sabatini" che rappresenta uno strumento importante per stimolare gli investimenti delle imprese, specialmente di quelle manifatturiere, e alla realizzazione di credito d'imposta sugli investimenti. Occorre però adottare altre misure urgenti. Come Confindustria stiamo lavorando con Abi e a altri istituti di credito per rivedere le nuove regole di Basilea 3. Vorremmo che le banche, nella valutazione del merito di credito delle aziende, prendessero in maggiore considerazione parametri di tipo qualitativo come, ad esempio, la qualità del management o il livello di innovazione, e che non basassero, come fanno ora, la loro valutazione soltanto su informazioni di natura puramente quantitativa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google