Il tribunale “assume” 9 precari della scuola
Nove docenti precari si rivolgono al Tribunale di Modena e danno scacco matto al Ministero dell’Istruzione ottenendo di essere immessi in ruolo. E’ successo nei giorni scorsi, grazie a un’azione...
Nove docenti precari si rivolgono al Tribunale di Modena e danno scacco matto al Ministero dell’Istruzione ottenendo di essere immessi in ruolo. E’ successo nei giorni scorsi, grazie a un’azione coordinata in tutta Italia dal sindacato Anief che ha portato all’assunzione per via giudiziara di 25 docenti in varie città, ben 9 dei quali lavorano nelle scuole della nostra provincia. Ma non è finita. I professori modenesi, assistiti dalla legale Irene Lo Bue, ottengono la retrodatazione del ruolo al 2009 con tutte le conseguenze relative agli arretrati e agli scatti di anzianità maturati e si salvano anche dalle insidie previste dalla Riforma della scuola a carico dei prossimi assunti. “Mentre il Governo Renzi ‘gioca’ con la vita dei docenti precari – commenta l’Anief – la squadra dei nostri legali conclude degnamente il contenzioso iniziato nel 2011 contro le cosiddette code della vergogna e ottiene anche la condanna del Ministero dell'Istruzione al pagamento del risarcimento del danno in favore dei ricorrenti per lite temeraria”. Il pomo della discordia era dovuto alla vicenda del blocco della mobilità dei precari deciso dalla ministra Gelmini nel biennio 2009-2011. In quell’occasione il governo decise di impedire agli insegnanti di cambiare provincia, lasciando loro però la possibilità di iscriversi nelle liste di altre tre province, ulteriori rispetto a quella principale, ma finendo in coda indipendentemente dal punteggio. “E’ una violazione dei diritti costituzionali del merito e della mobilità”, fu la denuncia di migliaia di insegnanti. “E’ uno strumento per difendere i nostri diritti”, fu la replica di altri professori che si vedevano soffiare periodicamente la cattedra da colleghi provenienti da fuori. Fino ad allora i prof erano abituati a cambiar provincia ogni 3 anni: si sceglieva la provincia migliore dove poter spendere in maniera proficua il punteggio in rapporto ai posti che si rendevano disponibili, ma dopo il blocco in tanti si ritrovarono carichi di punteggio ma iscritti in coda e non a pettine. Anche a Modena tanti nuovi arrivati si videro inseriti in coda e non a pettine e dunque fecero causa, trovando un ministero resistente fino alla fine. “I tribunale di Modena e gli altri – spiegano all’Anief – hanno dato piena ragione ai nostri iscritti, ponendo fine al loro lungo periodo di precariato. Che il governo si prepari. L’Anief si dichiara pronta nuovamente e fin da subito a schierare la propria squadra di legali a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola in caso dovesse essere perpetrato qualunque abuso nei loro confronti”. Il riferimento è ora al ritardo con cui il governo sta affrontando la necessità di assumere in ruolo 150.000 docenti precari dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha stigmatizzato l’abuso dei contratti a termine.
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