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il sit in a modena

In 400 davanti al Selmi per dire «no» all’omofobia

In 400 davanti al Selmi per dire «no» all’omofobia

L’assemblea degli studenti sta con Arcigay, che non sarà presente all’incontro Accordo alunni-preside: incontri divisi con omosessuali e chi ha cambiato sesso

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Come previsto, si è svolto ieri mattina il sit-in di protesta del Selmi contro la scelta di non invitare membri dell'associazione Arcigay causa l'opposizione di poche decine di famiglie dell’istituto.

All'appuntamento non sono mancati quasi 400 studenti, i quali, assieme ai tre rappresentanti (Fabio Buonocore, Chiara Franchini e Simone Sautto), si sono radunati fuori dall'edificio. Scopo dell'iniziativa era quello di informare i ragazzi nel dettaglio su ogni passaggio della vicenda e chiedere a gran voce che questi argomenti possano essere trattati in ambito scolastico senza creare così tanti scandali.

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Intorno alle otto e dieci è iniziato il tutto. La prima a parlare è stata Chiara Franchini: «Non è possibile che nel 2015 esista ancora gente che vede gli omosessuali come persone diverse da noi, non son bastate 1200 firme, han contato di più 30 genitori», queste le sue parole sottolineate da un grande applauso collettivo.

Presente anche un rappresentante del Venturi a dare sostegno, il quale ha affermato: «Una situazione del genere è inaccettabile, se i genitori non condividono, che lascino i propri figli a casa». Oltre a qualche studente dell'istituto che ha espresso il proprio sdegno per l'accaduto, ha preso la parola anche un membro del collettivo autonomo studentesco di Modena, sostenendo che i presidi non ascoltano più gli studenti. L'intervento più sentito tra i presenti è stato sicuramente quello di Giuseppe, membro di questa associazione, che rivolgendosi ai ragazzi ha detto: «Lo scopo dell'Arcigay è non esistere più. E' assurdo che 1700 studenti per colpa di alcuni genitori siano stati privati di una grande opportunità».

Alla domanda su come ci fosse rimasto rispetto alla cancellazione dell'invito, ha risposto: «Noi dell'associazione ci siamo allarmati, perché ciò vuol dire che la presenza di omofobia è forte anche tra le istituzioni, ma comunque non siamo stupiti, in quanto determinate persone si stanno da tempo impegnando a diffondere una visione terroristica assolutamente infondata sull'intervento dell'Arcigay». Il sit-in si è poi concluso col raggiungimento di un accordo tra studenti e preside: per prime, seconde e terze, dopo la visione di un film prestabilito, farà da relatrice una ragazza omosessuale, mentre per quarte e quinte verrà un ragazzo che ha cambiato sesso, passando da donna a uomo. (adc)

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