«No alle biomasse Rischio emissioni»
Spilamberto. A Settecani residenti in rivolta per l’impianto che è stato autorizzato: «Con quattro camini limiti superati»
SPILAMBERTO. Gli abitanti di Settecani sono preoccupati per le emissioni inquinanti che si attendono dallo stabilimento a biomasse che sorgerà nella frazione, nella parte che compete al Comune di Spilamberto: «La Regione - spiega Luciano Bozzoli - stabilisce che gli impianti a biomasse che si trovano nella nostra zona che abbiano emissioni superiori ai 250 kilowatt termici devono avere l'autorizzazione della Provincia. L'azienda Agrivision, in un campo poco oltre via Pitagora, sta costruendo quattro serre riscaldate che singolarmente emettono 220 kilowatt termici, ma sommati sono 880, ben oltre il limite consentito. Questa, secondo noi, è un'inadempienza alla legge». Dice Luca Zanotti: «I cittadini di Settecani sono in difficoltà, perché vedono una cosa che sicuramente qualche problema lo darà, e vorrebbero sapere quale».
Lo stabilimento Agrivision non creerebbe problemi solo in relazione alle emissioni: «Se arrivasse anche la centrale nuova - dice Paolo Righi - passerebbero di qua ottocento camion all'anno».
«Già c'è la centrale a biomasse dell'Inalca che ci darà problemi, poi abbiamo un traffico incredibile di camion, causato anche dal fatto che a Solignano è permesso il transito solo a quelli che devono caricare o scaricare merce», lamenta un abitante. «Chi ha la casa attaccata al terreno si ritroverebbe le emissioni dentro casa - dice Tiziana Circo - Poi c'è anche un problema di sicurezza: i camion che passeranno in numero ancora maggiore renderebbero impossibile il passaggio ai pedoni; già le segnaletiche dei lavori in corso sono state inizialmente esposte in modo sbagliato sono stati obbligati a metterle correttamente». Altri abitanti lamentano il grande rumore prodotto dai lavori in corso, iniziati a febbraio e che sarebbero destinati a concludersi a fine aprile: «Durante la notte - afferma una signora - si sente fino a trecento metri e io non dormo». «Perché è stata scelta quella zona? - si chiede Righi - Questa è una zona di campagna, agricola e residenziale, ci sono campi coltivati a ridosso di quel terreno. Qui ci sono il lambrusco, l'aceto balsamico, il Parmigiano Reggiano, le ciliegie. Perché non andare nel distretto ceramico, dove la viabilità è progettata apposta e dove ci sono stabilimenti industriali dismessi?».
«Ad inizio del mese - racconta Bozzoli - abbiamo scritto ad Arpa, alla Medicina del Lavoro, alla Provincia e al Comune di Spilamberto, ma non abbiamo avuto risposte in merito». «Per quanto riguarda quelli dell'Agrivision, con noi non vogliono parlare», dice Zanotti. «Questa cosa è stata autorizzata con il sistema PAS - continua Bozzoli - che vuol dire che se un documento viene presentato in Comune e nessuno dice niente entro trenta giorni, questo viene approvato. Noi vorremmo che il Comune si pronunciasse in merito. Abbiamo raccolto seicento firme, e ci rivolgeremo anche ai sindaci di Castelvetro e di Castelnuovo, sotto il quale sta la maggioranza della frazione».
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