Arrestati prima dell’alba poi le perquisizioni a Cpl
I carabinieri hanno svegliato Casari e Verrini, ispezionando anche le loro case Passati al setaccio gli uffici dopo aver spiegato al nuovo presidente le accuse
CONCORDIA. I carabinieri del reparto operativo, guidati dal capitano Gian Paolo Scafarto, sono arrivati dalla Campania nella Bassa che era ancora notte. Hanno costituito due squadre, chiedendo la collaborazione dei militari della compagnia di Carpi, fissando come base la stazione di Concordia, presso il municipio ricostruito dopo il sisma. La terza squadra ha proseguito per la Liguria. Dalle intercettazioni, infatti, i militari sapevano che avrebbero trovato là - in vacanza - Bruno Rinaldi, il terzo concordiese arrestato, ex braccio destro di Casari.
E non erano neanche le sei del mattino quando, coadiuvati dai colleghi di Concordia, i militari del Nucleo Tutela Patrimonio hanno suonato al campanello della villa di via per Mirandola 28, dove Roberto Casari abita con la famiglia.
Dovevano notificare a Casari l’ordinanza di custodia cautelare. E devono avergli dato il tempo di preparare una valigia, prendendosi a loro volta il tempo per una nuova perquisizione, perchè sono arrivati con Casari alla vicina sede della Cpl - appena ricostruita e ampliata dopo il sisma - che erano circa le otto del mattino. L’obiettivo era perquisire l’ufficio di presidenza di Casari, che non è ancora stato occupato dal successore, giusto per dare l’idea del peso che un personaggio come Casari, formalmente in pensione, riveste ancora nella Cpl.
Più o meno alla stessa ora è arrivata anche l’altra squadra di carabinieri, anche questa costituita dai militari di Concordia e da quelli venuti da fuori. Sempre alle 6 del mattino avevano suonato al campanello di casa Verrini, al civico 83. Il responsabile dell’ufficio commerciale vive al terzo piano della palazzina, con moglie e i figli. Con la massima discrezione, visto il contesto, i militari hanno fatto il loro dovere e accompagnato il dirigente al suo ufficio di lavoro, al piano di sotto di quello di Casari.
Alla vista dei carabinieri, alcuni dei quali erano in borghese, e alla vista di quanto le agenzie di stampa già pubblicavano, in azienda è calato un clima pesantissimo. I collaboratori più vicini a Casari hanno presto compreso quello che stava accadendo. Il capitano Scafarto, con un garbo che non trova spesso riscontro in queste circostanze, ha sommariamente spiegato al nuovo presidente di Cpl, Mario Guarnieri, gli estremi di quella visita, ottenendo pur nell’imbarazzo ogni collaborazione. Non era peraltro la prima volta che i carabinieri eseguivano le perquisizioni legate a questa specifica inchiesta, tanto quelle a casa dei dirigenti, quanto negli uffici degli indagati.
Al termine, alle 10 passate, i due arrestati sono stati condottio in caserma a Concordia, per la stesura dei verbali e le ultime pratiche. Dalla Cpl poi sono stati fatti arrivare alcuni documenti mancanti. Erano le 11 quando Casari e Verrini sono saliti sulle auto dei carabinieri mandati da Napoli. Per un lungo viaggio.
Destinazione Poggioreale.
Alberto Setti
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