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Case inagibili e l’Imu da pagare: sale la protesta

Case inagibili e l’Imu da pagare: sale la protesta

Asppi e Ape Confedilizia: «Sono oltre 5mila le famiglie che non possono rientrare nelle abitazioni. Decisione beffa»

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È ingiusto e inammissibile che le oltre cinquemila famiglie vittime del terremoto, oltre a non poter rientrare nelle loro case crollate o danneggiate dal sisma del 2012, debbano anche pagare l'Imu su di esse. Asppi - Associazione piccoli proprietari Immobiliari e Ape-Confedilizia prendono posizione congiuntamente contro l'emendamento inserito nella Legge di Stabilità, che da luglio 2015 reintroduce l'Imu al 50% anche sugli immobili inagibili a causa del terremoto.

Le due associazioni della proprietà si uniscono al coro di proteste che, nei giorni scorsi, si sono levate di fronte alla disposizione della Legge, chiedendo un coordinamento fra i Comuni dell'Area Cratere, gli amministratori locali, la Regione, i proprietari e le associazioni che ne sono portavoce.

Già l'assessore regionale Palma Costi e alcuni parlamentari modenesi, infatti, si sono attivati nei confronti del Governo e del Parlamento per far rientrare l'emendamento, chiedendo una proroga di altri sei mesi. Entro il 31 dicembre del 2015 tutte le famiglie sfollate dovrebbero poter rientrare nelle proprie abitazioni. Ma occorre fare il punto sulla situazione per capire innanzitutto dove è arrivata la ricostruzione, quante pratiche devono ancora ricevere risposta, quante le sovvenzioni ancora da erogare, per garantire a tutti i terremotati di poter tornare in possesso della propria abitazione entro i tempi stabiliti. Dopo ormai tre anni dal sisma, infatti, ancora più di 700 famiglie sono a tutt'oggi ospitate nei Map, i moduli abitativi provvisori e oltre 4.000 hanno trovato solo sistemazioni temporanee. Il Coordinamento auspicato dalle due associazioni Asppi e Ape-Confedilizia avrebbe il compito inoltre di stabilire l'ammontare esatto dei mancati introiti che deriverebbero dalla sospensione dell'Imu nell'area del cratere, che riguarda dodici comuni suddivisi nelle tre provincie toccate dal sisma. Solo di fronte a dati certi infatti sarà possibile trovare le coperture necessarie per la proroga dell'esenzione fino a fine anno. Le due associazioni già in diverse occasioni hanno collaborato con le amministrazioni locali, divenendo co-protagoniste di importanti progetti di sostegno alle politiche abitative: sono infatti gli interlocutori privilegiati per mediare il punto di vista pubblico con le esigenze dei proprietari. «Anche di fronte a questa ennesima ingiustizia ai danni dei cittadini calamitati - concludono Asppi e Ape - Confedilizia - ribadiamo la piena disponibilità ad aprire un serio confronto, non solo per evitare la reintroduzione dell'Imu ma soprattutto per contribuire a risolvere al più presto il disagio delle famiglie colpite dagli eventi sismici del 2012».

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