Caser, buco da 7 milioni di euro
Assemblea per presentare il concordato. La rabbia dei soci: «Vogliamo garanzie»
CASTELFRANCO. Una piccola folla ieri mattina si è radunata di fronte alla sala Degli Esposti della biblioteca comunale di Castelfranco. Dentro si teneva l'assemblea straordinaria dei soci Caser, cooperativa di cui è presidente l'ex sindaco Paolo Cristoni, dove è stato presentato il concordato preventivo in continuità, dovuto alla grave situazione economica in cui versa la coop. Fuori, alcuni rappresentanti di soci, a cui è stato negato l'accesso.
«È inammissibile», lamenta Paola Ferrari, lì per conto della badante della madre, Lilia Decuseara, socia a proprietà divisa, a cui non è stato permesso andare a rogito da due anni. Nella stessa situazione Giuseppe De Lucia: «Io ho pagato tutte le spese, ma sono due anni e mezzo che non mi fanno andare a rogito. Se un domani a Caser fossero espropriate le case, io come faccio a dimostrare che sono proprietario?». «Noi siamo a proprietà indivisa e la nostra situazione è ancora peggiore - dice Mara Castagnini, vicepresidente del Comitato Inquilini Proprietà Indivisa - Per decenni abbiamo sostenuto anche più spese del dovuto per usufruire dei nostri alloggi, che ci era stato promesso avremmo potuto riscattare, e ora rischiamo di perdere le nostre case, che Caser già trascura per mancanza di soldi». Mancanza che si traduce in «7 milioni di passivo nel bilancio attuale», dice Castagnini. Questo enorme buco, secondo gli inquilini presenti, sarebbe stato causato dalla costruzione, da parte di Caser, di nuovi alloggi rimasti invenduti a causa della crisi dell’edilizia.
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La crisi di Caser diventa ufficiale il 26 gennaio, quando il Cda approva la domanda di concordato. «Se non cercavamo su internet non lo sapevamo neanche, quanto era grave la situazione - dice Castagnini - Da lì ci siamo mossi per cercare di riunire i soci e sensibilizzare i Comuni. Su 8000 soci sparsi per l'Emilia-Romagna, siamo riusciti a riunirne circa 130». «La società ha presentato domanda di concordato - comunica il professor Sido Bonfatti, che si è occupato della presentazione - e questa assemblea è servita per dire ai soci che la società mira alla continuità amministrativa. Chi abita negli appartamenti può continuare ad usufruirne alle condizioni originarie indipendentemente dal futuro della società». «Sono scettica sul mantenimento della continuità - risponde Teresa Grasso, presidente del Comitato - perché questo non significa sicurezza dal fallimento. Significa che continueremo a pagare il canone e a versare soldi nelle casse della coop senza avere garanzie. Chiediamo che ci vengano riconosciuti i diritti acquisiti».
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