E dalle intercettazioni ecco il nome D’Alema
Due dirigenti Cpl al telefono: «Mette le mani nella merda, come con noi che ci ha dato delle cose». L’esponente Pd: «Non sono indagato, querelo»
«È molto più utile investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare commissario europeo, capito.. D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose»... “Le mani nella merda”, “dare le cose”: punti esplosivi sul presunto “do ut des” tra uno dei più importanti esponenti del Pd e un dirigente della cooperativa modenese riferito da quest ultimo nelle intercettazioni del un dialogo tra Francesco Simone e Nicola Verrini, due degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulle opere di metanizzazione di Ischia.
È la prima conversazione, riportata nell’ordinanza di custodia, nella quale si fa riferimento all’ex premier. Ed è il Gip Amelia Primavera a sottolineare come «per comprendere fino in fondo e per delineare in maniera completa il sistema affaristico organizzato e gestito dalla Cpl Concordia, appare rilevante soffermarsi sui rapporti intrattenuti tra i vertici della cooperativa e l’esponente politico che è stato per anni il leader dello schieramento politico di riferimento per la stessa Cpl Concordia, che è tra le più antiche cosiddette “cooperative rosse”»
Per il Gip è altrettanto «interessante, anche ai fini cautelari, apprezzare le modalità con le quali la stessa Cpl Concordia si rivolge al mondo politico-istituzionale ovvero a quelle fondazioni o associazioni che, in qualche modo, sono espressione di tale mondo. Oltre che per il riferimento a D’Alema tale conversazione (quella tra Simone e Verrini, ndr) appare di estremo rilevo sia per il riferimento che gli interlocutori fanno ad alcuni appartenenti alle forze di polizia sia per il modo in cui gli stessi distinguono i politici e le istituzioni loro referenti, operando la netta ma significativa distinzione tra quelli che al momento giusto si sporcano le mani, “mettono le mani nella merda”, e quelli che non le mettono, distinzione che dice tutto a proposito del modus operandi della Cpl e dei suoi uomini, disposti non solo a pagare e a corrispondere utilità a pubblici ufficiali e politici ma anche a sedersi intorno al tavolo con pericolosi esponenti della camorra. È sempre Simone a soffermarsi, tra l’altro, «sulla necessità di finanziare talune associazioni e fondazioni riconducibili a politici».
«A proposito dei rapporti con D’Alema, appare significativa la vicenda dell’acquisto da parte della Cpl di alcune centinaia di copie dell’ultimo libro del politico nonchè di alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da un’azienda agricola riconducibile allo stesso D’Alema», scrive ancora il Gip di Napoli nell’ordinanza di custodia cautelare. Si parla di 500 copie del suo ultimo libro “Non solo euro” comperate da Cpl. «A prescindere da tali acquisti in sè per sè considerati di rilievo relativo - premette il Gip - appaiono estremamente significativi l’approccio e il modo di porsi in particolare del Simone (Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl, tra gli arrestati, ndr) rispetto a tali acquisti e, in modo specifico, nei confronti di chi “vende”».
Dura la replica di D’Alema: «La diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende giudiziarie di cui si occupa la procura di Napoli è scandalosa e offensiva. Certamente ho rapporti con Cpl Concordia, per cui tenni anche una conferenza in occasione della sua assemblea annuale. Ho rapporti con Cpl come con altre cooperative e aziende private». «Dalla Cpl non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto di 2000 bottiglie di vino in tre anni come un “mega ordine”, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Quanto ai libri - prosegue D’Alema - nessun beneficio personale, ma un’attività editoriale legittima, che rientra nel normale e quotidiano lavoro della Fondazione Italianieuropei. Inoltre, i libri furono acquistati per una manifestazione elettorale dedicata ai temi europei, alla quale fui invitato dal sindaco di Ischia, che era candidato del Pd». Insomma, conclude D'Alema, «quello con la Cpl è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato nè la richiesta da parte loro nè la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere. Do mandato all'avvocato Luongo di difendere la mia reputazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
