I tre di Concordia in carcere a Poggioreale
In tutto otto gli arrestati, uno ai domiciliari, obbligo di dimora per il direttore amministrativo
In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti i concordiesi Roberto Casari, all’epoca dei fatti presidente della Cpl, e Nicola Verrini, 43 anni, all’epoca responsabile commerciale delle aree di Campania, Lazio e Sardegna, oggi responsabile delle aree del Nord Est. Il terzo concordiese arrestato è Maurizio Rinaldi, 64 anni, residente in via Nicolò Paganini, all’epoca presidente del consiglio di amministrazione della controllata Cpl Distribuzione srl. Ri naldi, come si ricorderà, è stato anche dirigente e presidente del Modena calcio, come Casari. Era in pensione da un paio d’anni.
Tra gli altri arrestati ci sono il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino, 52 anni, detto Giusi; il fratello di questi, Massimo Ferrandino, 41 anni, quale consulente “senza competenza” (come lui stesso ammette) di Cpl.
Arrestati anche il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia, Francesco Simone, 58 anni, originario di Mola di Bari e residente a Roma, poi il responsabile del Nord Africa Bruno Santorelli, 48 anni, residente ad Acquasparta (Tr), accusato delle triangolazioni per creare fondi neri attraverso l’Africa e funzionari compiacenti a Tunisi (che non si possono i ndagare) e l'imprenditore casertano Massimiliano D'Errico, 35 anni. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, 45 anni, residente ad Ischia.
Un volto più noto a Concordia è Massimo Continati, residente in via Canali Correggioli ad Ostiglia, direttore amministrativo della Cpl dopo Rinaldi. Per Continati è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Stesso provvedimento per Giorgio Montali, 54 anni, residente a Ciampino, consulente di Cpl Concordia e amministratore unico della Biciemme.Com srl.
Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati tutti portati nel carcere Poggioreale di Napoli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del giudice delle indagini preliminari.
L'inchiesta è partita nell’aprile 2013, mentre risalgono al 2014 le prime perquisizioni, anche a Concordia e anche nelle abitazioni degli uomini di Cpl arrestati ieri. Gli investigatori si sono avvalsi di migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, parte delle quali si sono tradotte nelle oltre 150 pagine dell’ordinanza firmata dal giudice Primavera. (a.setti)
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