La rinascita dopo il terremoto
La Galleria Estense riapre dopo tre anni di lavori e un investimento di 760 mila euro, con 50 "nuove" opere e un percorso museografico migliorato
Dopo i gravi danni causati dal sisma una struttura finalmente sicura e un allestimento rinnovato. La Galleria Estense riapre dopo tre anni di lavori e un investimento di 760 mila euro, con 50 "nuove" opere e un percorso museografico migliorato
Gravi lesioni alle pareti, coperture scollegate dai muri portanti, una struttura inagibile e pericolante, opere d'arte a rischio. Si presentava così la Galleria Estense dopo le scosse di terremoto del maggio 2012, in particolare quella del 29 maggio, che ne ha imposto la chiusura.
La messa in sicurezza della Galleria era indispensabile ed urgente: definito il progetto e ottenuti i finanziamenti, sono partiti i lavori - che hanno richiesto un investimento complessivo (tra messa in sicurezza delle strutture e riallestimento delle collezioni) di oltre 760 mila euro - coperto quasi totalmente con i fondi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Non sono però mancate nell'ultima fase donazioni da parte di aziende e privati, per oltre 55.000 euro.
Dopo tre anni ci chiusura ora la Galleria si presenta con un nuovo allestimento, rivisto e ampliato: sono esposte 609 opere, di cui 327 dipinti, 40 sculture e 242 oggetti di varia tipologia; nel complesso sono presenti circa 50 opere in più rispetto all'allestimento precedente, finora conservate nei depositi, mai esposte o che da tempo erano state ritirate dal percorso espositivo. Il percorso museografico è stato migliorato attraverso la ridistribuzione più organica delle opere e delle collezioni secondo la successione cronologica e più coerenti raggruppamenti storico-artistici e collezionistici.
Ecco i principali step che hanno consentito di restituire al pubblico un museo completamente rinnovato.
Il primo passo, preliminare all'avvio dei lavori, è stato lo spostamento di tutte le opere d'arte all'interno di un deposito provvisorio, adeguatamente protetto e isolato.
Il cantiere si è poi aperto con la demolizione delle due pareti lesionate, ricostruite e sostituite interamente con strutture metalliche; è seguito il collegamento delle coperture alla struttura portante; quindi è stata migliorata la stabilità di queste e altre pareti danneggiate attraverso l'impiego di fasce orizzontali in fibra di carbonio.
La salvaguardia del busto di Francesco I d'Este del Bernini era senza dubbio una priorità. Per garantire la totale messa in sicurezza del principale capolavoro del museo è stato realizzato uno speciale basamento antisismico: in caso di terremoto le tecniche di isolamento sismico utilizzate rendono indipendente lo spostamento dell'opera da quello dell'edificio in cui è esposta, riducendo al massimo la sua vulnerabilità. Il progetto, avviato e in parte finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding condotta sulla piattaforma foritaly.org, promossa nel 2013 dalla Galleria Estense insieme a ARPANet e Arts Council, è stato completato anche grazie alla sponsorizzazione tecnica della FIP Industriale di Padova, azienda leader nella produzione di sistemi antisismici; alle ricerche del L.A.R.S. (Centro Studi Rischio Sismico) dell'Università IUAV di Venezia, diretto da Anna Saetta e Paolo Faccio, e all'ulteriore contributo economico raccolto dall'associazione Amici della Galleria Estense.
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