Per le carni suine diventa obbligatoria l’etichetta di origine
Coldiretti esulta per le norme europee attese da tempo Si deve indicare dove l’animale è stato allevato e macellato
Anche in Italia entra in vigore il nuovo regolamento europeo che impone l’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali suini, ovini, caprini e di volatili.
Finisce così l’anonimato per la carne fresca di maiale, agnello e capretto e Coldiretti Modena sottolinea con soddisfazione la novità che arriva dopo la lunga battaglia condotta dall’associazione per la trasparenza. La maggioranza degli operatori si sta adeguando per rispettare la scadenza già nel fine settimana.
«Per essere certi di portare a casa prodotti al cento per cento italiani – spiega Coldiretti Modena – occorrerà scegliere la carne con la scritta “origine Italia”, che sta a significare che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino alla macellazione, si sono svolte sul territorio nazionale. Una storica novità dopo gli scandali della carne di maiale tedesca alla diossina venduta in tutta Europa e degli agnelli ungheresi spacciati per italiani. Si completa un percorso - precisa Coldiretti - iniziato circa 15 anni fa dall’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell’emergenza “mucca pazza”, con il regolamento che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione. Dalla nuova norma restano ingiustamente escluse le carni di maiale trasformate in salumi oltre alla carne di coniglio e quella di cavallo. Una carenza grave che va colmata in una situazione in cui in Italia – denuncia Coldiretti – senza che il consumatore lo sappia due prosciutti su tre sono fatti da maiali stranieri con riflessi particolarmente gravi per la nostra provincia. In dieci anni – informa Coldiretti Modena – il numero dei maiali nella provincia di Modena è quasi dimezzato passando dai 457.000 capi del 2003 ai 295.000 del 2013 con la produzione di carne che è passata dai 992.000 quintali ai 335.000 (-34 per cento) e la Produzione lorda vendibile del comparto crollata dal 23 per cento al 10 per cento sul totale del settore agricolo continuando l’andamento negativo degli ultimi anni che per la prima volta nel 2013 ha fatto scendere il comparto suinicolo dal podio delle produzioni agricole piazzandolo solo al quarto posto della classifica (nel 2000 era la prima produzione agricola modenese)».
«Braciole e arista di maiale, come pure cosciotti e carré di agnello, avranno dunque d'ora in poi la carta di identità e non potranno più circolare confezioni anonime. Con l’entrata in vigore del Regolamento Ue 1337/2013 da domani, primo aprile, sull’etichetta delle carni di suino, ovino, caprino e volatili in vendita, dovrà comunque essere riportata – precisa Coldiretti – una delle due seguenti indicazioni: “Allevato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo e poi “Macellato in…” oppure si può indicare “Origine…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo ma solo se l’animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo».
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