Pigneto, la frana è arrivata a ridosso di un’azienda
Prignano. È l’attività di Leo Bozzetto che produce un aceto di ciliegie unico «Da tempo avevo segnalato quanto stava accadendo ma nessuno è intervenuto»
PRIGNANO. L'emergenza frane a Prignano ne porta con sé anche una produttiva. Riguarda l'attività di Leo Bozzetto, che ha visto in questi giorni un impressionante smottamento arrivare a lambire il suo capannone agricolo in via Per Sassuolo, nella frazione di Pigneto. Qui, dove una volta c'era il ristorante "Il Portico", Bozzetto dopo essere andato in pensione da produttore di stufe con un innovativo sistema di risparmio energetico, ha dato corpo alla sua passione per l'agroalimentare avviando con la sua azienda Cà dal Lauv una produzione assolutamente unica: l'aceto di ciliegie. Tutto è nato dalla collaborazione con Walter Iten, grande scienziato ambientalista svizzero, che grazie al suo innovativo prodotto “Biohumin”, composto di molecole organiche ed enzimi naturali brevettato in tutto il mondo, è riuscito a trasformare litri di vino di ciliegia che stavano per andare persi in aceto di straordinaria qualità. Al punto da aggiudicarsi il premio Agrifood Club Golosario nell'ambito del Vinitaly 2012. Ma la collaborazione con Iten è continuata, ideando un grande progetto di riqualificazione agricola su 34 ettari di terreno lì attorno. Grazie sempre al Biohumin e alla sua capacità di ricreare la vera e propria "madre" delle colture, una preziosissima concentrazione batterica, il sogno è quello di far crescere grandi campi con tutte le qualità di fiori possibili a supporto di una potente flotta di api, che stanno quasi scomparendo dal territorio. Poi si vedrà come espandere le colture. Un progetto rivoluzionario, a cui dieci Università italiane sono già pronte a partecipare, e che è condiviso anche con i padri salesiani, pronti a fare di questa realtà locale un campus di formazione per i loro centri sparsi nel mondo. Immaginarsi cosa significherebbe per la nostra provincia. Ma su tutto incombe una gigantesca voragine arrivata a ridosso della struttura, minacciando tutto. «Ho lanciato tanti allarmi – spiega Bozzetto - ma nessuno è mai intervenuto e adesso la frana è arrivata al capannone. Mi sono buttato anima e corpo in questo progetto, e ora mi sta franando tutto sotto i piedi. Io sono arrivato qua dalla Germania nel 1974 e vorrei viverci. Ma mi viene voglia di abbandonare tutto e andare via». L'amarezza è doppia, perché oltre alla frana, Bozzetto dalla neve del 5-6 febbraio deve fare i conti anche con il telefono muto: "Chiamato e richiamato anche qui, e Telecom non mi ha ancora dato una soluzione. Sono veramente stanco..».
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