Sabato la grigliata per il presidentissimo
Erano trecento alla festa della pensione di Casari per 40 anni sempre al vertice dell’azienda
CONCORDIA. Sabato erano almeno in trecento per salutare Fausto Casari, il presidentissimo che è andato in pensione, appena 61enne, alla fine di gennaio.
Per essere vicini al loro presidente, dipendenti, fornitori, soci ed amici hanno partecipato ad una mega grigliata che si è tenuta nella sede dell’azienda. Da poco restaurata dopo i danni del sisma ed in vista di rappresentare il biglietto da visita per la Bassa, visto che a due passi la politica locale ha collocato l’ambuito casello della autostrada Cispadana, di cui i vertici Cpl sono storicamente fautori, così come lo erano del famoso e famigerato deposito gas di Rivara.
Perchè tra tanta modernità nella produzione e gestione dell’energia, inclusi i campi di fotovoltaico finiti anche quelli nel mirino dell’inchiesta in Campania, la vecchia cooperativa dei braccianti e degli scarriolanti era ben ancorata ai valori dello sviluppo che fanno parte della storia del dopoguerra italiano. E Casari di quei valori era un interprete, anche se parlava spesso di futuro, di informatizzazione, di banda larga. Avrebbe voluto continuare ad esserlo, un protagonista, ma all’orizzonte c’erano già da tempo le ombre delle inchieste campane.
Un anno fa vennero perquisite la sede e la sua abitazione, un mese fa aveva ricevuto l’avviso di garanzia, dopo le rivelazioni scottanti e controverse del boss Zagaria. Insomma, Casari un po’ a sorpresa alla fine del 2014 ha passato la mano. Ma nessuno in Cpl ha smesso di riconoscergli un ruolo centrale nella storia della coop. Dalle guerre di potere con Aimag, alla utile scalata allo sport, che lo ha portato ai vertici del Modena calcio, alla continua espansione aziendale in Italia e all’estero: quarant’anni di carriera, affrontati con il coraggio che qualcuno ha spesso interpretato come arroganza, ma riconosciuti ed applauditi non senza commozione e solidarietà dai trecento di sabato, tra costine e salsicce. Perchè ancora ieri in azienda tutti erano dalla parte di Casari, anche se l’avventura del Modena calcio, sommessamente, in molti non l’avevano condivisa. Tanti poi ieri hanno contattato la famiglia, la moglie, la figlia Roberta, per attestare una qualche forma di solidarietà. Casari non si arrenderà così facilmente, non è nella sua indole e c’è troppa gente in giro che gli deve riconoscenza, per pensare che il territorio lo lasci andare prematuramente nell’inferno dei cattivi.
Alberto Setti
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